2012/12/13

1972/12/13: La prima EVA e l'inizio della seconda attività lunare di Cernan e Schmitt nella valle di Taurus-Littrow sul quotidiano "Il Giorno"

Mentre l'undicesimo e il dodicesimo uomo nella storia sono già all'opera sulla superficie lunare nel corso della seconda attività (il quotidiano "Il Giorno" descrive già le prime operazioni svolte durante l'inizio della seconda EVA), i giornali usciti nelle edicole italiane riportano ciò che è avvenuto nel corso della prima EVA nella Valle di Taurus-Littrow.

La cronaca della prima attività lunare dei due astronauti Cernan e Schmitt a pagina 32 del quotidiano "Il Giorno" del 13 dicembre 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

APOLLO - Piena riuscita della prima passeggiata

Davvero un buon lavoro

gli esploratori lunari!

HOUSTON, 12 dicembre. Stancatisi più del previsto dopo la prima passeggiata, Cernan e Schmitt hanno dormito otto ore anziché sette e quindi hanno cominciato in ritardo di un'ora la seconda uscita: mezzanotte e 28 invece delle 23,03, con una prospettiva di altre sette ore di lavoro. La stanchezza, che già aveva colpito in modo inatteso altri astronauti nelle precedenti missioni Apollo, sembra il dato più importante, sul piano personale, che ha contrassegnato questa prima esplorazione. Sul piano scientifico, invece, almeno a sentire le continue esclamazioni di entusiasmo di Schmitt, ci dovrebbe essere stato un bottino eccellente: "E' un paradiso geologico" ha detto Schmitt. Alla televisione, in una serie di splendide immagini, abbiamo visto chiaramente lo scienziato prendere virtualmente il comando delle operazioni, suggerire, indicare (non ordinare perché formalmente il comandante rimane pur sempre Cernan) che cosa si dovesse fare, che cosa si dovesse raccogliere.
Nell'opinione di alcuni scienziati  che seguivano la passeggiata dal Centro di Houston, i frammenti di rocce ignee raccolti dagli astronauti provengono da un filone sotterraneo di lava, Schmitt, dialogando con loro, ha detto che la superficie della zona dove è atterrato il modulo lunare potrebbe essere stata originata da cenere vulcanica, ma ha aggiunto che saranno necessari esami di laboratorio per confermare questa ipotesi. La conferma eventuale significherebbe che la zona è nata da un periodo di vulcanismo, dal calore, dal fuoco. Ora nella seconda passeggiata Cernan e Schmitt si arrampicano sul fianco di una montagna, nella parte orientale della zona Taurus-Littrow per raccogliere altre rocce che dovrebbero essere molto antiche e che potrebbero dare una risposta alle domande sulla storia geologica del primo periodo di vita della Luna.
Stanchezza abbiamo detto. Questa è venuta tanto dall'entusiasmo con cui Cernan e Schmitt hanno affrontato il loro lavoro quanto da certi imprevisti. Intanto c'è stato l'incidente all'automobile. Maneggiando un martello, Cernan ha staccato con un colpo un parafango della vettura che è stato rimesso a posto con del nastro isolante, ma poi si è staccato di nuovo, è andato perduto e ha proposto il problema della sua sostituzione (senza, troppa polvere va a finire addosso agli astronauti). Poi ancora Cernan ha dovuto faticare moltissimo per estrarre dal terreno una "carota" lunga due metri e mezzo, cioè un campione di strati geologici in profondità. Tira tira, non veniva fuori. Si allora aiutato con un arnese a gancio, si è inginocchiato, ha fatto forza con tutto il corpo, mentre il respiro si faceva sempre più affannoso. Così ha consumato molto ossigeno e sembrava che questo dovesse avere come conseguenza una riduzione della durata della passeggiata, ma si è visto alla fine che sono rimasti fuori giusto sette ore. 
La fatica, comunque, non ha fatto per nulla perdere il buonumore ai due uomini che hanno continuato a scambiarsi battute, a cantare canzoncine popolari americane, per esempio "Merry merry month of may", cioè "gioioso mese di maggio" per il che sono stati corretti dal controllo a terra: "Mese di dicembre". E anche alla fine, mentre rientravano nel modulo lunare e Cernan raccomandava a Schmitt di stare attento, di non danneggiare la "carota" che gli aveva fatto fare tanta fatica, il geologo ha risposto con una esclamazione italiana appena storpiata: "Mama mia".  


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TELEGRAMMI LUNA

HOUSTON, 13 dicembre - Questa è la cronaca della prima parte della seconda passeggiata lunare di Cernan e Schmitt che si protrae sino a questa mattina verso le 8.


Consiglio di guerra

Ore 0,28 - Cernan e Schmitt depressurizzano il modulo lunare preparandosi a uscire. Erano stati svegliati molto prima, alle 20,48 italiane, dalle note wagneriane della "Cavalcata delle Valchirie" trasmesse dal Centro di controllo di Houston. Avevano risposto fischiettando la Marcia funebre di Chopin, un segno di buonumore inalterato, magari venato di scaramanzia. Poi avevano ripiegato le amache e avevano tenuto una specie di consiglio di guerra con Houston. Al Centro di controllo, l'astronauta John Young aveva elaborato un sistema per riparare la jeep lunare rimasta senza un parafango: i particolari erano stati quindi discussi insieme prima di passare all'esecuzione. In sostanza, si tratta di usare delle mappe lunari plastificate per sostituire il parafango la cui assenza consente a grandi quantità di polvere di investire gli astronauti mentre viaggiano sulla jeep.


Il parafango plastificato

Ore 0,33 - Cernan e Schmitt scendono a terra. Comincia a funzionare la telecamera della jeep che dà immagini a colori di eccezionale nitidezza, con il modulo lunare che brilla al sole con un lampeggiare oro-arancio. Quando gli astronauti si girano verso la telecamera, tutto il paesaggio lunare si riflette nella visiera del casco, un effetto che sembrava riservato alle fotografie, ormai un po' di maniera. I due astronauti preparano il materiale necessario per la loro esplorazione e stanno per caricarlo sulla vettura. Ma da Houston ordinano di lasciar stare per il momento e di procedere invece alle sistemazione del parafango di fortuna sulla jeep. Cernan mette sopra la ruota rimasta scoperta un rettangolo di 60 centimetri per 40, fatto come si è detto con mappe plastificate della Luna e lo fissa al telaio della vettura con delle pinzette. Bene o male la polvere verrà evitata.


Tutto è interessante

Ore 1,22 - Mentre Cernan lavora al nuovo parafango, da Houston dicono a Schmitt: "Mentre Gene sistema il parafango, forse tu Jack potresti scattare qualche fotografia dei massicci montuosi a nord e a sud se ti sembra interessante: Alle televisione non si riesce a giudicare bene". E Schmitt: "Ti sembra interessante, ti sembra interessante. Son cose da dirmi?". Scattate le fotografie, Schmitt si dirige a piedi verso la stazione Alsep dove stanno la maggior parte degli strumenti portati da Apollo 17 sulla Luna (strumenti che ricevono l'energia necessaria al loro funzionamento da un piccolo generatore nucleare). Sono un centinaio di metri da percorrere.


La frana più antica

Ore 1,39 - Riunitisi a bordo della jeep, Cernan e Schmitt si dirigono verso la "stazione numero 2", sullo sfondo del Massiccio del Sud che è più o meno a sette chilometri di distanza dal punto di atterraggio. La trasmissione televisiva, come sempre quando la vettura è in marcia, è sospesa. Verrà ripresa al momento della fermata. L'obiettivo di Cernan e Schmitt è una frana ritenuta antichissima, forse il materiale geologico più antico che si possa trovare sulla Luna, quello che potrebbe dare una risposta ai molti interrogativi degli scienziati sulla formazione del sistema solare.


Tre teorie sui bagliori

Ore 2 - Gli astronauti lavorano nella loro seconda passeggiata e a Houston si tirano le prime somme della loro attività nella prima passeggiata. Sono stati raccolti più di 13 chili di campioni di rocce lunari, oltre alla "carota" di due metri e mezzo prelevata non lontano dalla zona di atterraggio e che ha fatto tanto faticare Cernan. Tra i campioni vi sono tre grosse rocce, una delle quali vetrosa. Le altre due sono esemplari di "gabbro" che proverebbero il lento raffreddamento con via libera ai gas caldi. Ancora diverse invece le opinioni degli scienziati sui misteriosi bagliori avvistati sulla superficie lunari dagli astronauti di Apollo 17. Si sta cercando di controllare sulle registrazioni se al momento dei lampeggiamenti fossero in atto movimenti sismici: in questo caso i bagliori sarebbero dovuti all'impatto di meteoriti. Un'altra teoria si riferisce all'eventualità di una Luna ancora attiva e allora i bagliori sarebbero gas provenienti dall'interno del satellite. Una terza teoria, infine, punta su illusioni ottiche prodotte da particelle pesanti di radiazioni cosmiche che colpiscono i globi oculari degli astronauti.