2012/12/17

1972/12/17 20:27 GMT: EVA fra la Terra e la Luna

Elaborazione digitale (interpolazione) dell’EVA di Ron Evans, che ne porta la cadenza di ripresa da 6 fotogrammi al secondo a 24.

2012/12/08

1972/12/08: La cronaca dell'inizio dell'ultimo viaggio umano verso la Luna sui quotidiani italiani: "Il Giorno"


L'inizio del volo verso la Luna degli uomini di Apollo 17 nel servizio in prima e seconda pagina del quotidiano "Il Giorno" in edicola la mattina di venerdì 8 dicembre 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

VERSO LA LUNA

Apollo marcia

Va tutto bene

Partito con 2 ore e 40 minuti di ritardo - Il lancio era stato rinviato per un inconveniente al terzo stadio - Scherzosamente i 3 astronauti hanno "confermato che la Terra è rotonda"

(nostro servizio) CAPO KENNEDY, 7 dicembre. Superata una serie di inconvenienti tecnici, Apollo 17 sta volando regolarmente verso la Luna dove giungerà più o meno all'ora prevista nell'originario piano di volo (le 9 di lunedì sera). I tecnici di Houston hanno infatti preparato un nuovo piano di volo che consentirà di recuperare - almeno parzialmente - il ritardo accumulato questa mattina. Un ritardo di due ore e 40 minuti: partenza alle 6,33 italiane invece che alle 3,53.
Dopo il via tutto è andato bene, o quasi: c'è stata qualche spia che ha fatto i capricci, qualche gancio del sistema che tiene insieme il modulo di comando "America" col modulo di discesa "Challenger" che non voleva funzionare (agganciati in parte a mano anziché automaticamente), ma ora, dopo un paio di giri intorno alla Terra, il viaggio verso la Luna prosegue regolarmente secondo la precisa routine che tecnici, biologi, elaboratori elettronici, fisiologi, dietisti, medici hanno stabilito per Cernan, Schmitt e Evans.
Si sono intanto avute alcune conferme. Intanto che la Terra è proprio rotonda: lo hanno confermato collegialmente e con grande solennità i tre astronauti dopo che avevano completato l'aggancio tra i due moduli.
"Houston - ha detto Cernan, - non siamo i primi a fare questa osservazione, ma l'equipaggio di Apollo 17 desidera confermare che la Terra è rotonda". Un'altra conferma. Charles Smith, l'ex schiavo di 130 anni che ha assistito al lancio dal palco d'onore, dopo aver visto il Saturno innalzarsi fiammeggiante verso il cielo, ha riconfermato il suo scetticismo.
"Mi rifiuto di credere - ha detto - che questi uomini stiano andando sulla Luna. E' semplicemente impossibile". Poi, leggermente infastidito dal chiasso prodotto dai motori del Saturno e da quello del mezzo milione di americani e stranieri che erano accorsi a Capo Kennedy per assistere al lancio, ha aggiunto che avrebbe preferito restarsene a casa sua.
Mentre Apollo 17 percorre il suo lungo viaggio di andata (sono circa 380.000 chilometri) i tecnici stanno cercando di spiegarsi come mai 30 secondi prima del lancio il calcolatore elettronico abbia interrotto il conto alla rovescia. Si sa, più o meno, quel che è successo, ma non ci si spiega il perché. E' successo che nei serbatoi del terzo stadio del Saturno la pressione dei due gas - idrogeno ed ossigeno - che combinandosi esplodono accendendo il motore, non era quella normale. L'equilibrio dei due gas, e quindi la possibilità di accendersi, dipende dalla pressione alla quale sono sottoposti e alla temperatura. La pressione deve essere pari a circa due volte e mezzo quella naturale terrestre; la temperatura dell'ossigeno deve essere di 183 gradi sotto zero. Quando il cervello elettronico ha avvertito che la pressione era anormale, si è cercato di stabilirla con comandi manuali, ma senza risultato. Così pochi minuti dopo, a 30 secondi dal lancio, il calcolatore ha imposto l'alt: se il Saturno fosse partito, il terzo stadio non avrebbe potuto accendersi, come previsto, 9 minuti e 24 secondi dopo il lancio.

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Romita incontra l'amministratore della NASA

WASHINGTON, 7 dicembre. Il ministro della ricerca scientifica, Pier Luigi Romita a Capo Kennedy per assistere alla partenza della missione "Apollo 17", si è incontrato oggi con James Flechter, amministratore della NASA e con i maggiori dirigenti dell'ente spaziale americano. Nel corso dell'incontro si è discusso tra l'altro ed in modo particolare del progetto italiano Sirio.
Successivamente il ministro Romita ha visitato il Centro Goddard dove vengono progettate astronavi automatiche per il rilevamento delle risorse terrestri. Al ministro sono stati illustrati i metodi di rilevazione a mezzo satellite che consentono una completa ricognizione delle risorse minerarie, idriche e forestali della terra, al fine di predisporre gli opportuni interventi necessari al ristabilimento dell'equilibrio biologico.

1972/12/08: La cronaca dell'inizio del viaggio lunare degli astronauti di Apollo 17 sui quotidiani italiani: "La Stampa"

La cronaca del lancio di Apollo 17 verso la Luna sulla prima pagina de "La Stampa" di venerdì 8 dicembre 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

L'Apollo 17 è in volo, tutto bene a bordo

dopo le emozioni d'una partenza difficile

Il decollo con quasi tre ore di ritardo per un guasto ad un serbatoio - Ansia a Capo Kennedy, poi il bagliore dell'accensione ha squarciato le tenebre: per la prima volta il lancio è avvenuto di notte - La discesa del "Lem" sulla Luna è prevista per lunedì sera

(Dal nostro corrispondente) New York, 7 dicembre. L'ultima missione lunare è incominciata con un colpo di scena, ma fortunatamente la vita degli astronauti non è mai stata in pericolo. Al momento in cui scrivo, essi si riposano: si sono addormentati alle 15,40 ora italiana, si sveglieranno alle 23 o a mezzanotte. La cabina di comando "America" e il modulo "Challenger" procedono a velocità via via decrescente verso il loro obiettivo. Recupereranno il tempo perduto, ed entreranno in orbita intorno alla Luna, come previsto, alle 20,55 di domenica.
Conviene rifarsi subito a ieri sera (stamattina in Italia), alle ultime fasi del conto alla rovescia, a Capo Kennedy, in Florida. A tre minuti e sette secondi dal "via", il calcolatore è subentrato ai tecnici. A trenta secondi, s'è improvvisamente fermato. "Cut off" (siamo tagliati fuori) ha annunciato la torre di controllo. Tra i 500 mila spettatori radunatisi in riva al mare, nell'oscurità, è corso un brivido. Che accadeva? Ci sono voluti alcuni minuti perché la torre di controllo lo scoprisse. Il serbatoio di carburante del terzo stadio del razzo Saturno non s'era pressurizzato automaticamente. I tecnici, accortisene all'ultimo minuto, avevano eseguito l'operazione a mano. Ma il calcolatore, programmato per registrare i dati secondo un ordine rigido, non aveva "accettato" la correzione.
Per qualche tempo, timore e confusione hanno regnato a Capo Kennedy. Esisteva il rischio di una esplosione? Perché gli astronauti non venivano fatti uscire dalla cabina di comando? C'era ancora tempo per la partenza? (La cosiddetta "finestra" si chiudeva alle ore 1,40, dopo di che il lancio sarebbe stato rinviato di un giorno o di un mese). Alla televisione si sono visti il vicepresidente Agnew, Armstrong, il primo uomo sbarcato sulla Luna, e altre personalità aggirarsi per la sala chiedendo informazioni. Finalmente, la torre di controllo ha rassicurato tutti: "Cernan, Schmitt e Evans non corrono pericoli, sono tranquilli" ha dichiarato. "Si tratta soltanto di superare l'alt dato dal computer. Confidiamo di risolvere il problema tra breve". I tecnici hanno preparato un altro programma per il calcolatore.
Alle 23, le 5 di stamane in Italia, il conteggio alla rovescia è ripreso da 22 minuti. Ma a otto minuti dal "via" s'è di nuovo fermato. Quasi a prevenire l'allarme degli spettatori, la torre di controllo ha fatto subito una precisazione: "Otto minuti è lo stadio ottimale per l'interruzione del conteggio. Lo riprenderemo presto. Trenta secondi è una fase rischiosa: il carburante si incendia a otto secondi dal "via". Gli astronauti ci stanno aiutando". E' trascorsa tuttavia un'altra ora, prima che il computer ricevesse il nuovo programma, senza il dato concernente il serbatoio di carburante della terza parte del razzo Saturno. Alle 0,33, l'Apollo 17 s'è levato in volo, in una luce abbagliante, multicolore, che ha perforato le tenebre, strappando grida di meraviglia alla folla.
Alla radio, s'è sentito il comandante Eugene Cernan: "Bel colpo, bambina, un po' tardi ma un bel colpo". "Siamo contenti di avercela fatta, grazie dell'aiuto" ha detto la torre di controllo. "E parlate a noi?" ha ribattuto Schmitt ridendo. "Tutto in ordine" ha riferito il pilota della cabina di comando, Evans. Da terra, i familiari degli astronauti hanno tirato un respiro di sollievo. Le mogli di Cernan ed Evans avevano le lacrime agli occhi, come pure i genitori di Schmitt, il geologo, lo scapolo dell'equipaggio. "Mio marito ha combattuto in Vietnam" ha detto la signora Evans "ma non ho mai passato momenti simili". A poco a poco, Capo Kennedy s'è svuotato. L'Apollo 17 era ormai in orbita intorno alla Terra, e si accingeva al lunghissimo viaggio nello spazio.
La manovra più importante della giornata, l'uscita del modulo Challenger dall'involucro protettivo, la "capriola" e l'agganciamento alla cabina "America", è avvenuta alle 5,20 di stamane, le 11,20 in Italia. La discesa sulla Luna si avrà lunedì sera.   (Ennio Caretto)

2012/12/07

1972/12/07: Il felice lancio verso la Luna di Cernan, Evans e Schmitt sui quotidiani "Stampa Sera" e "Corriere d'informazione"

L'inizio dell'ultimo viaggio lunare umano sulla prima pagina del quotidiano con uscita pomeridiana "Stampa Sera" (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Partito alle 6,33, è fuori orbita terrestre

APOLLO IN VOLO

CAPO KENNEDY, 7 dic. "Apollo17" è partito per la Luna alle 6,33 di questa mattina (le 0,33 a New York), cioè con due ore e 40 minuti di ritardo sul previsto. A bordo l'astronave porta tre uomini di equipaggio, gli ufficiali di marina Eugene Cernan e Ronald Evans e il dottor Harrison Schmitt, geologo, il primo civile che vola in un veicolo spaziale. I due militari hanno rispettivamente 40 e 39 anni; Schmitt ne ha 37. Costui e Cernan scenderanno sulla Luna, per una serie di esplorazioni, a bordo di una apposita automobile.
Per la prima volta una astronave diretta sulla Luna è partita di notte. Lo spettacolo di questo lancio è stato eccezionale. Il bagliore dei razzi che hanno catapultato "Apollo 17" ha squarciato la notte come un improvviso sole. Decine di migliaia di persone hanno assistito al lancio, da Cape Kennedy.
Ora l'Apollo 17 è già fuori l'orbita terrestre, in volo verso la Luna, dove arriverà il giorno 10, domenica.

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Il programma

10 DICEMBRE,  20,49: il veicolo spaziale entra in orbita lunare.
11 DICEMBRE, 18,21: Il modulo "Challenger" (Sfidante) si stacca da "America", l'astronave-madre. A bordo del primo Cernan e Schmitt, del secondo Evans. 20,55: "Challenger" atterra sulla Luna.
12 DICEMBRE, 0,38: Cernan e Schmitt escono per la prima "passeggiata" lunare (Eva 1) a bordo della vettura "rover". 7,33: rientro nel veicolo. 23,33: inizio dell'Eva 2.
13 DICEMBRE, 6,33: ritorno in cabina. 22,33: terza e ultima escursione lunare (Eva 3).
14 DICEMBRE, 5,33: rientro nel "Challenger". 23,56: partenza dalla Luna (ripresa dalle telecamere installate sul "rover", rimasto sul satellite).
15 DICEMBRE, 1,36: aggancio di "Challenger" con "America".
17 DICEMBRE, 0,35: uscita dall'orbita lunare. 21,19: "passeggiata spaziale" di Evans.
19 DICEMBRE, 20,24: ammaraggio nel Pacifico.
Sulla prima pagina del quotidiano con uscita pomeridiana "Il Corriere d'Informazione" la notizia del felice inizio (dopo tre ore di ansia) dell'ultimo volo lunare umano (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

1972/12/07 06:33 IT (00:33 FL): Dopo due ore e 40 minuti di attesa si accendono i motori: è il "liftoff" verso la Luna!

Risolto il problema che ha causato il "bisticcio" tra i tecnici del controllo del lancio e il computer, dopo più di due ore di trepida attesa, per la numerosa folla presente nei dintorni del Centro spaziale e soprattutto per i tre astronauti a bordo della capsula Apollo, viene dato il via alla ripresa del conto alla rovescia. Si riparte da T-22 minuti. Anche nella costa orientale degli Stati Uniti, come già da alcune ore in Italia, è giovedì 7 dicembre.

Alle 06:33 ora italiana, le 00:33 della Florida, i cinque potenti motori F-1 del primo stadio del Saturn V si accendono con potenza tanto da fare scuotere la terra e il mare tutta intorno al complesso di lancio. Lasciata la rampa 39-A che lo aveva fino ad ora trattenuto il più grande e potente razzo mai costruito dall'uomo, si innalza come una abbagliante palla di fuoco verso il cielo nero della Florida, illuminato quasi a giorno via via che il Saturn con il suo prezioso carico umano e scientifico si allontana sempre di più da terra dirigendosi verso gli strati più alti dell'atmosfera. La sua ascesa, con la sua lunga lingua di fuoco, viene osservata fino a 800 chilometri di distanza: uno spettacolo indimenticabile per le 700 mila e più persone presenti.

Lo spettacolare lancio del Saturn V dalla rampa di lancio 39-A (foto AP17-S72-55482).
Foto AP17-liftoff2-NOID, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP17-liftoff-b-NOID, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP17-liftoff-NOID.
La spettacolare scia luminosa del Saturn V illumina durante l'ascesa il cielo notturno della Florida (foto AP17-72-HC-894, scansione di J.L. Pickering).

Dopo due minuti e 40 secondi dal "liftoff" i cinque motori del primo stadio esauriscono la loro funzione. Il distacco dell'S-IC e l'accensione del secondo stadio sono ben visibili da terra così come anche l'espulsione della "torre di fuga". In questo momento i tre uomini di Apollo sperimentano una forza sul loro corpo di 4G, la massima dal momento del distacco da terra. A quattro minuti e mezzo dal decollo la voce del comandante Cernan giunge nitida al centro di controllo di Houston e attraverso gli altoparlanti ai numerosi presenti sulla tribuna VIP al Centro spaziale Kennedy: "Qui tutto è operativo Houston. Lasciate che lo dica ragazzi, questo lancio notturno è proprio qualcosa da ammirare".

Dopo nove minuti e venti secondi anche il secondo stadio, l'S-IIC, ormai svuotato del propellente si distacca dal complesso spaziale. L'accensione del terzo stadio, l'S-IVB, inserisce regolarmente in orbita intorno alla Terra ciò che rimane della gigantesca struttura che ha lasciato il Pad 39-A soltanto dodici minuti prima.

L'ingresso in orbita terrestre dell'astronave Apollo 17 viene accolto con un applauso di tutti i tecnici del Centro di controllo di Houston (foto AP17-72-HC-888, scansione di J.L. Pickering).

Alle 9:46 italiane, le 3:46 ora del Texas, all'inizio della seconda orbita, dopo che i tre astronauti hanno confermato, in sintonia con il Centro di controllo del volo, che è passato subito dopo il decollo da Cape Kennedy a quello di Houston, il perfetto funzionamento di tutti gli apparati del "treno spaziale", viene acceso per cinque minuti e quaranta secondi, più della normale programmazione per recuperare il tempo perduto sulla rampa di lancio, l'unico potente motore del terzo stadio, l'S-IVB, per immettere il prodigioso complesso spaziale nella giusta traiettoria, quella "invisibile autostrada", che porta probabilmente in questo secolo per l'ultima volta un'equipaggio umano verso la Luna.

Alle 10:15 ora italiana, a tre ore e 33 minuti dall'inizio del viaggio, ha inizio la manovra di estrazione del Modulo Lunare "Challenger" dal contenitore posto all'estremità del terzo stadio. Alle 10:23 viene accesa la telecamera per la prima trasmissione televisiva da bordo del Modulo di Comando "America": a terra si può seguire in diretta la complessa e spettacolare manovra. Alle 11:18 l'operazione si conclude con pieno successo. L'S-IVB, il terzo stadio del Saturn, ormai inutilizzabile viene abbandonato e successivamente, tramite il controllo da terra, indirizzato verso la superficie selenica dove si stima impatterà il 10 dicembre, lo stesso giorno in cui, se non sorgeranno inconvenienti, vedrà l'ingresso in orbita lunare, a bordo del complesso spaziale Apollo 17, degli ultimi uomini nati in questo XX secolo.

Foto AP17-AS17-148-22685.
Foto AP17-AS17-148-22695.
Foto AP17-AS17-148-22698, scansione JSC.
Foto AP17-AS17-148-22714.
La Terra in tutta la sua lucente bellezza nel buio dello spazio (foto AP17-AS17-148-22726).

1972/12/07: Lo stop alla partenza verso la Luna sulla prima pagina de "Il Corriere della Sera"

Il "Corriere della Sera" è il primo quotidiano ad essere distribuito nelle prime ore del mattino di giovedì 7 dicembre 1972 con la notizia dell'improvvisa interruzione del conto alla rovescia (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

QUANDO MANCAVANO 30 SECONDI ALLA PARTENZA

Un guasto ritarda il lancio dell'Apollo

Una spia elettronica si è accesa e il conteggio alla rovescia è stato automaticamente interrotto - Alle 4,45 la partenza era ancora incerta

(NOSTRO SERVIZIO PARTICOLARE)  CAPO KENNEDY, 6 dic. Quando mancavano soltanto trenta secondi alla partenza dell'"Apollo 17", una spia elettronica si è accesa e automaticamente il conteggio alla rovescia è stato interrotto per poter identificare la natura del guasto. Erano le 23,52' locali (le 3,52' di giovedì in Italia).
Lo spettacolare lancio notturno è stato così sospeso e i tecnici si sono subito messi alla caccia dell'inconveniente controllando tutti gli strumenti. Un portavoce della NASA ha annunciato il rinvio, senza però fornire particolari.

Tutti i veterani

Alle 4,45, al momento di andare in macchina, non era stata ancora presa alcuna decisione definitiva: si parlava di un ritardo di almeno mezz'ora. I tre astronauti, Cernan, Evans e Schmitt erano in perfetta forma, pronti alla loro missione.
Comunque vi è tuttora tempo sufficiente per procedere al lancio. La "finestra di lancio", vale a dire il termine entro il quale, in base al programma elaborato, sarà possibile oggi la partenza dell'Apollo 17 scade alle 7,21' (ora italiana) di stamane. Se per tale ora il lancio non sarà stato eseguito sarà rinviato di 24 ore alle 3,53 di domani venerdì (ora italiana).
Tutto intorno al "porto lunare" di Capo Kennedy c'era la folla delle grandi occasioni: lo spettacolo vero e proprio sarebbe durato pochi minuti, ma era ancora capace di richiamare il pubblico. C'erano quasi tutti i veterani, e in particolare Neil Armstrong ed Edwin Aldrin, gli uomini della prima passeggiata sulla Luna, il 21 luglio 1969.
Per il momento del via i meteorologi avevano previsto un notevole addensamento di nubi, anche basse, gonfie di minuscole particelle di ghiaccio: una possibile causa di rinvio. Attraversandole, infatti, il Saturno avrebbe rischiato di essere colpito da fulmini.
Il conteggio alla rovescia non aveva riservato fino a quel momento inconvenienti. Tre ore e mezzo prima ultimo esame medico per gli astronauti poi un pasto. Infine, indossate le tute, il percorso fino alla rampa di lancio e l'entrata alle 19,23 (1,23 italiane) nel modulo di comando. Erano tutti e tre in ottima forma e fino all'ultimo avevano ripassato ogni dettaglio del loro programma.
Sebbene questo sia l'ultimo volo americano sulla Luna, le esplorazioni spaziali degli USA continueranno. Tre equipaggi di tre uomini ciascuno saranno inviati l'anno prossimo su un laboratorio in orbita terrestre per periodi varianti da uno a due mesi. 
Cernan e Schmitt, il primo scienziato - è un geologo - che sia stato scelto per un volo spaziale, atterreranno sulla Luna l'11 dicembre, per rimanervi per un tempo record di 75 ore. Effettueranno tre passeggiate lunari, che dureranno ognuna sette ore. 

1972/12/07 03:52:30 IT (1972/12/06 21:52:30 FL): A 30 secondi dal lancio, stop al conto alla rovescia!

Circa 700 mila persone si sono radunate lungo la costa della Florida per vedere con i propri occhi dal vivo quello che si annuncia l'ultimo volo lunare umano e per giunta il più spettacolare, visto il particolare orario del lancio. Tra i tanti "vip" che hanno preso posto sulla storica tribuna speciale allestita a circa sei chilometri dalla rampa di lancio, c'è un professore che insegna all'Università di ingegneria aereospaziale di Cincinnati; il suo nome è Neil Armstrong, il primo uomo a poggiare i propri piedi a nome di tutta l'umanità nel luglio del 1969 sulla Luna. Tra i rappresentanti della stampa incaricati di seguire il volo, oltre a quelli americani e non, ci sono anche per la prima volta due giornalisti cinesi.

Su tutto domina la spettacolare visione del Saturn V illuminato come una cattedrale da più di settanta grandi e potenti fotoelettriche allo xeno. Col passare dei minuti le notizie meteo sono sempre più incoraggianti: all'ora, al minuto previsto, si potrà lanciare.

Sono le 21:52 ora della Florida, il grande orologio che campeggia sul prato del centro spaziale segna meno un minuto al "liftoff". Gli occhi di tutti i presenti dopo una lunga attesa sono rivolti ora verso la luminosissima rampa di lancio 39-A; ma quando il controllo del razzo è già passato da alcuni minuti dai tecnici del Centro di controllo in Florida al calcolatore elettronico del Saturn V, si interrompe improvvisamente il conto alla rovescia.

"Abbiamo avuto una interruzione!", annuncia lo speaker del Centro spaziale Kennedy. Le centinaia di migliaia di persone presenti lungo la costa dello stato americano e le altrettante collegate in tutto il mondo alla radio e davanti al piccolo schermo (in Italia non c'è la diretta TV) trattengono il fiato: è la prima volta dall'inizio del programma lunare Apollo che si verifica una anomalia a pochi secondi dal lancio.

Pochi secondi dopo lo speaker aggiunge: "Stiamo cercando di capire e risolvere il problema. I tre astronauti a bordo non corrono alcun pericolo". Questo annuncio fa tirare un grande sospiro di sollievo alla numerosa folla presente. C'è da ricordare che i tre astronauti sono alla sommità del più grande razzo e potente mai costruito e pieno fino all'orlo di propellente altamente esplosivo: una piccola potenziale bomba atomica!

Ma cosa è successo? Uno dei computer del Saturn V non è riuscito ad inviare il comando di pressurizzazione al serbatoio di ossigeno del terzo stadio (SIV-B) del razzo, facendo intervenire direttamente i tecnici del Centro di controllo di terra, che hanno inviato allora un comando manuale. Il sequenziatore automatico lo ha però rifiutato, bloccando la sequenza di lancio che sarebbe avvenuta da lì a poco.

Il momento esatto del "cut-off", lo stop al conto alla rovescia a trenta secondi dal lancio (dalla diretta televisiva della CBS).

Per risolvere il problema prima che la "finestra di lancio" si chiuda, i tecnici e gli ingegneri della base spaziale di Cape Kennedy iniziano una corsa contro il tempo mentre i tre astronauti Cernan, Evans e Schmitt restano sdraiati nelle loro cuccette a bordo di "America" a quasi cento metri di altezza da terra, tranquilli e speranzosi che l'improvviso inconveniente si possa risolvere al più presto: la Luna li attende!

1972/12/06 (FL) - 1972/12/07 (IT): Il giorno del lancio: sveglia, colazione, vestizione delle tute, ingresso nel pulmino e avvio verso la rampa di lancio

Cape Kennedy. Sono le ore 21 di sera di mercoledì 6 dicembre 1972. In Italia le 3 di notte di giovedì 7. Tra meno di un'ora, al termine di un regolare conto alla rovescia, il gigantesco Saturn V s'innalzerà nel cielo buio della Florida, illuminandolo a giorno, lanciando verso la Luna gli ultimi uomini che la esploreranno in questo secolo. Scongiurato all'ultimo momento uno sciopero di alcuni addetti della Boeing, ora non resta che sperare che il meteo non faccia capricci: dopo una temperatura più che primaverile del giorno precedente, nelle ultime ore si è formato nella zona del lancio un fronte freddo con nubi grigie che minacciano temporali lungo la costa orientale. Nel caso non si riesca a lanciare all'ora prevista, le 21,53, la "finestra di lancio" di Apollo 17 si estende alle 01:31 di notte, quando anche nello stato americano sarà giovedì 7 dicembre.

Cernan, Evans e Schmitt si trovano già da più di due ore all'interno del Modulo di Comando pronti alla nuova e spettacolare missione a nome di tutta l'umanità verso il Satellite naturale della Terra. I tre astronauti sono stati svegliati poco dopo mezzogiorno ora della Florida, le 18 in Italia. La sera prima hanno ricevuto una telefonata da parte del presidente Nixon in cui augurava loro un buon viaggio. Dopo un'ultima visita medica e dopo aver consumato la classica colazione, composta da uova, bistecca, toast, succo d'arancia e caffè, i tre hanno partecipato ad una breve celebrazione liturgica. Al termine della funzione i tre uomini di Apollo 17 si sono trasferiti nella grande sala per la lunga e complessa vestizione delle tute di volo. Conclusa l'operazione sono usciti all'esterno dove ad attenderli oltre ad alcuni tecnici, parenti e amici, lo speciale pulmino che li ha condotti ai piedi della rampa di lancio 39-A. Saliti sull'ascensore e arrivati a quasi cento metri di altezza Cernan, Evans e Schmitt sono poi entrati uno alla volta a bordo del Modulo di Comando "America".

I tre di Apollo 17 durante la colazione: a sinistra nella foto Harrison Schmitt, al centro il comandante del volo Eugene Cernan e a destra Ronald Evans (foto AP17-72-HC-877, scansione di J.L. Pickering).
Nella foto: a destra l'equipaggio "titolare" di Apollo 17 insieme ad un tecnico della Nasa, a sinistra Stuart Roosa (di spalle nella foto), un dirigente che nasconde Alan Shepard, "Deke" Slayton e per ultimo sullo sfondo Charlie Duke. Roosa e Duke fanno parte dell'equipaggio di riserva (foto AP17-KSC-72P-539, scansione di J.L. Pickering).
Nella sala della vestizione un ultimo "in bocca al lupo" del capo degli astronauti Slayton al pilota del Modulo di Comando, Ronald Evans (foto AP17-KSC-72P-546, scansione di J.L. Pickering).
Il comandante dell'ultima missione lunare umana del XX secolo Eugene Cernan. Apollo 17 segna il suo terzo volo nello spazio, secondo verso il Satellite naturale della Terra. (foto AP17-KSC-72P-545, scansione di J.L. Pickering).
Il pilota del Modulo Lunare "Challenger" Harrison Schmitt a colloquio con Alan Shepard, primo astronauta americano a compiere un volo spaziale undici anni prima (foto AP17-KSC-72P-547, scansione NASA).
Ronald Evans al termine della vestizione della tuta di volo (FotAP17-72-HC-879, scansione di J.L. Pickering).
Eugene Cernan in primo piano, i suoi due compagni sullo sfondo in attesa di lasciare la sala ed imbarcarsi sul pulmino che li porterà verso la rampa di lancio (foto AP17-72-HC-878, scansione di J.L. Pickering).
I tre astronauti si avviano verso l'uscita, dove li attende una piccola folla per un ultimo saluto e il pulmino che li porterà ai piedi del gigantesco Saturn V (foto AP17-72-H-1516, scansione di J.L. Pickering).
Un ultimo affettuoso abbraccio di Janet al marito Ronald Evans prima che quest'ultimo si imbarchi nello speciale pulmino della NASA dove lo sta attendendo Cernan, a destra edi spalle nella foto (foto AP17-72-HC-881, scansione di J.L. Pickering).
Scambio di battute tra i tecnici della "White Room" e il comandante Cernan prima che quest'ultimo prenda posto a bordo del Modulo di Comando "America" (foto AP17-72-HC-891, scansione di J.L. Pickering).
Ultimo ad imbarcarsi, dopo Schmitt e Cernan, a bordo di "America" il pilota del Modulo di Comando Ronald Evans (foto AP17-72-HC-892 , scansione di J.L. Pickering).
Nella raffigurazione artistica la posizione dei tre astronauti a bordo della capsula Apollo al momento del lancio: 1) il comandante del volo Eugene Cernan. 2) il pilota del Modulo di Comando Ronald Evans. 3) il pilota del Modulo Lunare Harrison Schmitt.

2012/12/06

1972/12/06: Il giorno del lancio sulla stampa italiana: "L'Unità"

Le ultime notizie sull'ultima missione lunare umana a poche ore dal lancio a pagina 5 del quotidiano "L'Unità" di mercoledì 6 dicembre 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

La missione lunare durerà 13 giorni

In volo stanotte l'ultimo "Apollo"

Un'ora di lancio insolita - Una passeggiata record sulla superficie del satellite della Terra- Partita per Capo Kennedy una delegazione scientifica italiana


CAPO KENNEDY. I tecnici hanno attivato tre generatori di corrente nel modulo di comando "America", e con la scomparsa del pericolo di sciopero a Capo Kennedy il "conteggio alla rovescia" è proseguito senza intoppi per il lancio dell'"Apollo 17", ultimo nella serie delle esplorazioni lunari iniziata nel luglio 1969 e costata 27 miliardi di dollari. Il lancio è previsto alle 21,53 di mercoledì (le 3,53 italiane di giovedì mattina) e per quanto i bollettini meteorologi pronostichino cielo coperto gli specialisti della NASA, l'ente spaziale americano, dicono che le condizioni dovrebbero essere accettabili per il lancio. Gli astronauti si stanno intanto "sintonizzando" con l'orario di lancio e il calendario di volo. L'ora fissata per il via dalla rampa è inconsueta, e implica che nella giornata della partenza il comandante della missione Eugene A. Cernan, il pilota del modulo di comando "America", Ronald E. Evans, e il pilota del modulo lunare "Challenger", Harrison H. Schmitt detto Jack, dovranno spostare tutti i loro orari, a partire dalla sveglia.
Così i tre si stanno abituando a dormire fino a tardi. Ieri era giorno avanzato quando si sono presentati per un allenamento fuori programmi sui simulatori: volevano ripassare le più delicate e critiche manovre di pilotaggio.
Dopo il breakfast, anch'esso a tarda ora. Cernan, Evans e Schmitt sono andati alla rampa di lancio, per una esercitazione sul percorso che dovranno seguire qualora si verifichi una "emergenza a terra", ossia un inconveniente in rampa tale da costringere i tre a lasciare l'"Apollo 17" per mettersi al sicuro.
La missione che l'"Apollo 17" si accinge a compiere durerà tredici giorni. Cernan ha detto che dovrebbe risultare la più produttiva, sul piano scientifico, da quando nel luglio di tre anni fa gli esploratori dello "Apollo 11" misero piede sul satellite naturale della Terra.
Cernan e il dottor Schmitt trascorreranno settantacinque ore sulla Luna, battendo ogni primato, mentre Evans rimarrà sei giorni in orbita attorno al satellite e dall'"America" compirà una serie di rilevamenti e di esperimenti.
L'unico ostacolo prevedibile al lancio dell'"Apollo" è stato eliminato domenica sera dalla composizione della vertenza sindacale che, per vari giorni, aveva fatto temere uno sciopero di sessanta dipendenti della Boeing, addetti a disegni, illustrazioni e scritti tecnici a capo Kennedy. L'accordo è stato raggiunto un'ora prima del momento fissato per l'inizio dello sciopero. I sessanta non hanno direttamente a che fare con il lancio, ma si temeva che i cordoni dei picchetti di solidarietà impedissero ai tecnici di raggiungere le loro postazioni.
La famiglia di Cernan e quella di Evans sono già arrivate nella zona di capo Kennedy, e con 42.000 invitati - anche questo un record - assisteranno, si pensa, al lancio dalle tribune speciali. Schmitt è scapolo.
I tre generatori attivati dai tecnici nel modulo di servizio dell'"America" sono del tipo a cellula. Combinano idrogeno e ossigeno e dalla reazione derivano energia elettrica e acqua potabile. Si è incontrato qualche problema di minor conto: è stato sostituito un commutatore sul razzo "Saturno 5", si è dovuto regolare un filtro, si è cambiato un generatore ausiliario a terra. Piccoli inconvenienti previsti, dicono i tecnici, e non tali da intralciare il countdown.
La missione "Apollo 17" ha causato un autentico "boom" nella vendita di articoli ricordo. Le ordinazioni affluiscono dal mondo intero, dice Tom Foley, 43 anni, che l'anno scorso ha lasciato la NASA per dedicarsi su scala artigianale, familiare, al commercio per corrispondenza dei "souvenir" spaziali.
Intanto è partita questa mattina per gli Stati Uniti la delegazione scientifica italiana invitata dal governo americano ad assistere al lancio dell'"Apollo 17". La delegazione è guidata dal ministro della ricerca scientifica Romita. Ne fanno parte - precisa un comunicato del ministero della ricerca scientifica - oltre al prof. Faedo, presidente del CNR, esperti italiani del settore aereospaziale.



Giorno per giorno la missione lunare

Questa è la "tabella di marcia" fissata per l'ultima missione umana sulla Luna del programma Apollo (le ore corrispondono a quelle italiane):

7 DICEMBRE - 3,53: lancio dell'Apollo 17 da Capo Kennedy. 7,14: uscita dall'orbita di parcheggio terrestre e inizio della traiettoria verso la Luna.

8 DICEMBRE - 15,23: correzione della rotta mediante l'accensione di razzi direzionali.

9 DICEMBRE - 22,48: altra correzione di rotta.

10 DICEMBRE - 20,49: immissione in orbita lunare. 21,14: la sezione ormai spenta del razzo vettore si schianta sulla superficie lunare.

11 DICEMBRE - 20,43: il modulo lunare inizia la discesa finale. 20,55: il modulo lunare tocca il suolo della Luna.

12 DICEMBRE - 0,33: prima escursione (7 ore) dei due astronauti. 22,03: seconda escursione (7 ore).

13 DICEMBRE - 22,30: escursione finale (7 ore).

14 DICEMBRE - 23,56: partenza del modulo dalla Luna.

15 DICEMBRE - 1,53: aggancio tra modulo lunare e navicella comando.

16 DICEMBRE - in orbita attorno alla Luna per esperimenti.

17 DICEMBRE - 0,33: la navicella comando si lancia sulla rotta verso la Terra.

18 DICEMBRE - 22,11: accensione dei razzi direzionali.

19 DICEMBRE - 20,11: il modulo di comando entra nell'atmosfera terrestre. 20 e 24: ammaraggio nell'Oceano Pacifico e recupero della navicella.

1972/12/06: Il giorno del lancio sui quotidiani italiani: "La Stampa"


Le ultime notizie sull'imminente lancio di Apollo 17 sulla prima pagina (in alto) e la undicesima (qui sopra) del quotidiano "La Stampa" di mercoledì 6 dicembre 1972. Mentre negli Stati Uniti saranno le 21,53 del 6 dicembre, in Italia saranno le prime ore di domani giovedì 7 dicembre (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

IL DECOLLO DOMANI ALLE 3,53 (ORA ITALIANA)

Parte l'ultimo Apollo

I tre astronauti Cernan, Evans e Schmitt concluderanno, con la "missione n.17", la grande avventura iniziatasi nel 1957 con il primo Sputnik sovietico - Per l'America ora è un momento di orgoglio e di riflessione: che cosa ha significato la conquista della Luna sul piano scientifico e umano, che cosa si farà in futuro?

(Dal nostro corrispondente) New York, 5 dicembre. A ventiquattr'ore dalla partenza dell'Apollo 17 per l'ultima missione lunare (il decollo è stato fissato alle ore 3,53 italiane di giovedì prossimo) l'America trae il bilancio di quello che è stato per molti aspetti il massimo sforzo tecnico e organizzativo della sua storia, più della stessa bomba atomica. E' un bilancio duplice, umano e scientifico: al programma spaziale "obiettivo Luna", gli Stati Uniti hanno sacrificato la vita di tre uomini, morti il 27 gennaio del '67, in una prova a terra dell'Apollo 1 (e bisognerà non dimenticarne i nomi, Grissom, White e Chaffee), e hanno dedicato risorse industriali e finanziarie senza precedenti, riassumibili nei 26 miliardi e mezzo di dollari di spese, qualcosa come 15 mila miliardi di lire.
I voli Apollo hanno sempre avuto accaniti oppositori. Uno dei più insigni, il professor Etzioni della Columbia University, ha dichiarato ieri di "accogliere con piacere la fine del programma; è stato l'ultimo rigurgito - ha insistito - di una società intossicata dalla tecnologia e dalle relazioni pubbliche, l'ultima evasione del complesso militare-industriale, alla ricerca di difficili conquiste spaziali per evitare di affrontare i problemi ancor più difficili della Terra". Secondo il professor Etzioni, il programma non ha portato che illusioni sul piano umano, e sul piano scientifico l'utile si è perso nello spreco, sarebbero state preferibili, a suo giudizio, semplici spedizioni automatiche come hanno fatto i russi.
Questa opinione esasperata ha subito trovato confutazioni. Lo storico Schlesinger ha scritto che "il nostro secolo sarà ricordato proprio per gli Apollo; si dimenticherà tutto il resto, ma non la prima avventura dell'uomo verso le stelle". Un altro storico, Toynbee, ha aggiunto: "Ben presto ci accorgeremo come i nostri valori sono cambiati dopo la conquista della Luna. Prima usavamo la tecnologia per il benessere materiale: in futuro, ce ne serviremo per la preservazione della biosfera". La Washington Post, ricordando il decennio della crisi vietnamita, così alienante per la società americana, ha affermato: "Il programma Apollo è stato una luce in un'epoca buia". 
L'impresa dell'Apollo 17 sarà un po' come l'atto finale, lo show conclusivo del più grande spettacolo del mondo, che una gran parte dell'umanità seguirà davanti alla televisione. Duecentodieci milioni di americani veglieranno una o due notti davanti ai teleschermi, affascinati dai colori della Rover, delle tute e del paesaggio selenico. Ma molti anche si chiederanno: che ne è stato degli eroi di ieri, che cosa ha significato lo sbarco sulla Luna per i suoi stessi protagonisti? Nel bilancio umano del programma, non si possono dimenticare (al dì là degli scienziati e dei programmatori), gli astronauti, i piloti.
Non tutti i trentasei membri degli equipaggi Apollo hanno saputo riadattarsi alla vita sulla Terra. Sei hanno divorziato dalle mogli, perdendo la famiglia. Uno, forse il più forte, Aldrin, che lo scrittore Mailer definì "fatto di carne e pietra", ha dovuto sottoporsi a lunghe cure psichiatriche. E' crollato dopo il periodo di "quarantena" nel centro di Houston: oggi recita in sketches pubblicitari, e scrive un libro autobiografico. Armstrong, che lo precedette di pochi minuti sulla Luna, quel fatale luglio del '69, s'è ritirato come Cincinnato: insegna, anonimo, in una piccola università del Midwest.
Le storie strane sono la maggioranza. Irwin è diventato un predicatore religioso, travolto dalla Jesus craze, la pazzia di Cristo, gira di città in città diffondendo il verbo. Eisele dirige il "Corpo della pace" in Thailandia, cerca di aiutare i Paesi in via di sviluppo. Mitchell, considerato il più intelligente di tutti gli astronauti, è dedito allo studio della telepatia, vive in un mondo tra la realtà e lo spirito: tentò un esperimento persino dalla Luna, all'insaputa del suo comandante Shepard. Pochi riescono a conciliare il lavoro con le loro aspirazioni: Schweickart, ad esempio, che salirà sugli sky lab, i prossimi "laboratori spaziali orbitanti", si da da fare nel mondo degli hippies contro la droga.
Ma c'è anche chi dagli Apollo  ha ricevuto fama e ricchezza. Frank Borman, prediletto dal presidente Nixon, è vicepresidente di una compagnia aerea. Shepard, che fece il primo volo suborbitale e sulla Luna giocò a golf, è miliardario, commercia immobili. Michael Collins dirige una branca della Smithsonian Institution, il massimo museo scientifico d'America. Schirra è un "divo" della televisione. Lovell è un grande manager d'industria. Ha detto Borman che "non è stato facile riambientarsi, nonostante l'aiuto della Nasa". Come ricordano questi moderni eroi i loro anni passati nel programma? I più disciplinati tacciono, gli altri criticano apertamente. "Eravamo trattati non come uomini, ma come boy scouts" ha dichiarato Cunningham. "Non vivevamo in un centro spaziale, ma in un monastero". Forse dopo la retorica del cow-boy fuorilegge, l'America voleva una immagine perfetta d'uomo, e ha corso il rischio di trovarsi tra le mani personaggi di plastica. Ma la vicende successive li hanno restituiti alla comprensione popolare. I loro libri, nei prossimi anni, chiariranno, molti punti oscuri.
Il bilancio scientifico, forse, è meno interessante per i telespettatori americani. Ma il Christian Science Monitor, sottolineandone l'importanza, lo ha così diviso. "Esso ha portato, in primo luogo, straordinarie applicazioni pratiche nell'industria. In secondo luogo, ha portato la collaborazione con l'Urss, quasi un miracolo, se si pensa che incominciò la risposta alla sfida di Gagàrin. In terzo luogo, ha aperto la strada degli spazi anche alle altre nazioni, a cui il presidente Nixon rivolgerà presto un invito. Per ultimo, ci ha insegnato che l'esplorazione spaziale deve essere sfruttata anche per migliorare le condizioni qui, della Terra".
Il comandante Cernan, il pilota della cabina Evans e il geologo Schmitt coroneranno con la loro impresa quindici anni di incredibile progresso. Come ha scritto Von Braun, a cui forse va il merito maggiore, che nel '57, allorché venne lanciato dai sovietici il primo Sputnik, avrebbe osato pensare concretamente alla conquista della Luna, al viaggio verso i pianeti? Eppure, sostiene Von Braun, nel duemila considereremo la Luna alla stessa stregua dell'Antartico. Cernan, Evans e Schmitt partiranno come si è detto, alle 21,53 di mercoledì ore locali, il primo lancio notturno (in Italia saranno le 3,53 di giovedì mattina) mai compiuto dalla Nasa. (Ennio Caretto)

2012/12/05

1972/12/05: "La Stampa" presenta il programma della missione dell'ultimo Apollo lunare

A pagina 17 del quotidiano "La Stampa" di martedì 5 dicembre 1972, nella rubrica dedicata alla tecnologia e la scienza, la presentazione dell'ultima missione lunare umana (dalla collezione personale di Gianluca Atti).
La partenza nelle prime ore di giovedì, da Cape Kennedy

Le novità del prossimo Apollo 17

La discesa nella zona di Taurus-Littrow: si potranno raccogliere rocce di due tipi, antiche e più recenti - I misteriosi "mascons" - Una sonda-radar che frugherà sotto la superficie fino a 1300 metri di profondità - Spettrometri, gravimetri, uno speciale radiometro all'infrarosso - Analisi delle radiazioni - Un apparecchio che produrrà terremoti artificiali

Sono state le fotografie scattate nell'estate 1971 dall'astronauta Alfred Worden, mentre orbitava intorno alla Luna in attesa che i suoi due colleghi ritornassero a bordo dell'Apollo 15 dopo aver esplorato gli Appennini di Hadley, a consigliare alla Nasa di far discendere il Lem di Apollo 17 nella zona di Taurus-Littrow. In quelle immagini, scattate con apparecchiature perfezionatissime e con accorgimenti particolari, i geologi di Houston hanno ravvisato caratteristiche tanto singolari da poter soddisfare tutte quelle curiosità che un'ultima esplorazione umana sulla Luna può ancora concedere.
Rocce più chiare del solito, avvistate su una frana di detriti lungo un pendio scosceso che si estende fino ad una valle il cui fondo appare stranamente scuro e assai punteggiato da coni di cenere vulcanica, costituiscono una varietà di materiale ricchissimo di informazioni sul passato della Luna. Secondo gli scienziati, il materiale più chiaro risalirebbe alle fasi iniziali della storia del satellite. Una frana provvidenziale lo ha fatto rotolare a valle, consentendo così ai due astronauti di raccoglierlo con facilità, senza essere cioè costretti a scalare una montagna alta almeno duemila metri. Il materiale scuro, anch'esso a disposizione sul fondo della valle, sarebbe invece il prodotto della solidificazione di lava vulcanica.
Nella zona di Taurus-Littrow esiste perciò la possibilità di raccogliere tanto i materiali molto antichi quanto campioni di quelli relativamente giovani, provenienti dal nucleo più interno della Luna. Esaminando i materiali più vecchi gli esperti potranno ricavare informazioni abbastanza precise sulle condizioni in cui la Luna venne a formarsi - circa 4 miliardi e 500 milioni di anni fa - in seguito alla condensazione di gas primordiale. Dai campioni di lava potranno invece ricostruire le varie fasi attraverso le quali la Luna è passata per assumere il suo stato attuale. Ed è ovvio supporre che queste informazioni saranno preziosissime anche per ricostruire la storia più remota della Terra e dell'intero sistema solare.
La zona d'atterraggio di Apollo 17 deve il suo nome ai monti Taurus, così denominati in omaggio alle omonime montagne che si trovano in Turchia, e al cratere Littrow, che ricorda un valente astronomo e matematico austriaco del XIX secolo. Sulle mappe lunari la località, situata in alto a destra, è indicata dalle coordinate 20°0950,5'' Nord e 30°44'58,3'' Est. Se il disco lunare fosse paragonato al quadrante di un'orologio, la zona di atterraggio verrebbe a trovarsi lungo la direttrice della lancetta che indica le ore due, a metà strada fra il bordo e il centro.
La zona Taurus-Littrow, che si trova ai margini sud-orientali del Mare Serenitatis, interessa gli scienziati anche perché le osservazioni fatte da bordo delle varie astronavi-madre in orbita intorno alla Luna hanno dimostrato che sotto questo "mare" selenico si trova uno dei più grandi "mascon" (da "mass concentration", cioè concentrazioni di massa formate da materiali quasi sicuramente metallici) finora individuati. Queste masse, che sono sede di campi magnetici molto intensi, provocano anomalie gravitazionali locali e modificano sensibilmente il percorso dei veicoli che orbitano intorno alla Luna.
Nuova luce sui misteri lunari verrà non soltanto dalla singolare zona esplorata ma anche dai nuovi strumenti di indagine che in questa missione verranno usati per la prima volta. Si tratta di apparecchi progettati per le missioni successive (Apollo 18,19 e 20) e che dopo la cancellazione di queste ultime sono stati velocemente approntati per la missione d'addio. Il più spettacolare è una sonda radar, che verrà montata sull'astronave-madre. Inviando un penetrantissimo fascio di segnali di varia lunghezza d'onda e di elevata potenza, la sonda può frugare sotto la superficie selenica fino a 1300 metri di profondità. Gli echi riflessi dei segnali, captati dallo stesso strumento, racconteranno molte cose sulla realtà invisibile della Luna: composizione del letto roccioso alle varie quote, allineamento degli strati, contorni delle cavità eventualmente esistenti nel sottosuolo, presenza di acqua sotto forma di ghiaccio, di brina o di vapore. Quest'ultimo sondaggio è ovviamente il più importante, almeno per il risultato immediato: la presenza d'acqua nel sottosuolo potrebbe avvicinare il tempo della installazione delle colonie seleniche e riaprire la polemica sull'esistenza di primitive forme di vita. 
Altro strumento nuovo montato per la prima volta a bordo dell'astronave è uno speciale radiometro all'infrarosso che può captare con maggior precisione queste radiazioni invisibili emesse dalla superficie e fornire i dati per tracciare una topografia completa delle zone sorvolate, comprese quelle in oscurità. La "fotografia termica" consentirà inoltre di ottenere nuove informazioni sulla conducibilità e sulla densità dei materiali presenti in superficie o immediatamente sotto di essa.
La debolissima atmosfera della Luna (in media un atomo di gas per metro cubo) sarà invece analizzata da uno speciale spettrometro all'ultravioletto estremo, già usato sulla Luna dagli astronauti di Apollo 16 nell'aprile scorso ma ora perfezionato e montato per la prima volta a bordo dell'astronave. Lo strumento analizzerà la composizione di quei gas estremamente rarefatti per scoprire se emergono dalle viscere del satellite - e sono il prodotto di reazioni che avvengono ancora oggi all'interno - oppure provengono dallo spazio e sono spinti sulla Luna dalle radiazioni solari. L'impiego di questi nuovi strumenti a bordo dell'astronave acquista la dovuta importanza qualora si pensi che Apollo 17 sorvolerà alcune regioni seleniche mai esplorate in precedenza con apparati di questo tipo.
Fra i nuovi strumenti che verranno usati e abbandonati sulla Luna figura invece un congegno che può provocare piccoli sismi accuratamente controllati. L'esplosione delle piccole cariche di tritolo, sistemate a 3500 metri dai geofoni che percepiranno le vibrazioni telluriche così provocate, verrà comandata via radio da terra dopo la partenza degli astronauti.
Al nuovo gravimetro depositato sulla Luna spetterà invece il compito di misurare la gravità e i movimenti della superficie selenica dovuti alle "maree" prodotte dai cambiamenti nelle forze gravitazionali prodotte dagli spostamenti della Luna rispetto alla Terra e agli altri corpi celesti. Un secondo gravimetro verrà montato sulla Rover ed effettuerà le stesse misure lungo il tragitto dell'auto. I dati così raccolti consentiranno di risalire alla costituzione interna della Luna e di verificare la validità della teoria secondo la quale la gravità si trasmetterebbe per onde.
I risultati forniti dallo spettrometro di bordo della astronave saranno poi integrati da quelli ottenuti sulla Luna da un nuovo strumento che a livello del suolo analizzerà anch'esso la composizione dell'atmosfera lunare. A questo strumento viene affidato anche l'incarico di accertare in quale misura e in quale maniera le particelle che cadono e ricadono sulla Luna riescono a modificarne la superficie. Una sonda lunare a neutroni, anch'essa nuova, misurerà la pioggia dei raggi cosmici provenienti dallo spazio.   (Bruno Ghibaudi)

2012/12/03

1972/12/03: Ultimo ripasso al piano di volo a pochi giorni dall'inizio della grande avventura

Centro spaziale Kennedy. Mentre i giorni, le ore e i minuti che separano la loro partenza per la Luna trascorrono regolarmente, il comandante della missione Eugene Cernan e i suoi due compagni di viaggio Harrison Schmitt, pilota del Modulo Lunare "Challenger" e Ronald Evans, pilota del Modulo di Comando ribattezzato "America", in quarantena dalla metà del mese scorso, ripassano le carte lunari, preparate dallo stesso Schmitt, che illustrano la zona in cui dovranno atterrare nel pomeriggio (ora di Houston) dell'11 dicembre, l'undicesimo e il dodicesimo uomo inviato dal pianeta Terra per esplorare la superficie selenica.

A sinistra nella foto il comandante di Apollo 17 "Gene" Cernan, al centro Ronald Evans, l'unico dei tre che non scenderà sulla Luna, a destra lo scienziato-geologo Harrison Schmitt (foto AP17-72-H-1505, scansione di J.L. Pickering).

1972/12/03: Il quotidiano "La Stampa" a pochi giorni dal lancio presenta l'ultima missione lunare del "Programma Apollo"

"L'Apollo, ultimo viaggio". Così titola a pagina 3 il quotidiano torinese "La Stampa" di domenica 3 dicembre 1972, presentando la missione di Cernan, Evans e Schmitt (dalla collezione personale di Gianluca Atti).
SI CHIUDE IL PRIMO TEMPO DELL'AVVENTURA LUNARE

L'Apollo, ultimo viaggio

Gli astronauti che partiranno mercoledì batteranno due primati, con circa 13 giorni di navigazione e 82 ore di permanenza sulla Luna - Ma la vigilia è grigia, l'entusiasmo sembra essersi spento - Quella che è stata una fase necessaria per lo sviluppo della tecnologia cede ora di fronte a istanze più immediate: ecologia, istruzione, salute e legalità - Incominciano la fase dei laboratori spaziali "abitati" e il tempo dei lanci con equipaggi americani e sovietici.

(Dal nostro corrispondente) New York, 2 dicembre. L'ultimo Apollo partirà mercoledì alle 21,53 (le 3,53 di giovedì in Italia). Per James Van Allen, lo scopritore delle fasce radioattive, sarà "la più rigorosa e utile missione lunare". Uno scienziato, il geologo Harrison Schmitt, farà parte per la prima volta dell'equipaggio. La durata del viaggio, poco meno di 13 giorni, e la permanenza sulla Luna, 82 ore, segneranno due primati. Nella valle ai piedi dei Monti Taurini, la Rover correrà per 37 chilometri, e verranno installati gli strumenti più preziosi.
Si chiude un'era, ma la vigilia è grigia. Sembra essersi spento l'interesse per le esplorazioni dello spazio. E' il sesto sbarco lunare in 41 mesi: dieci uomini hanno già violato l'astro e quattro laboratori automatici, tuttora funzionanti, vi sono già stati installati, circa 250 chilogrammi di pietre e polvere sono già stati portati a terra. Come protesta George McGovern, queste imprese "ricordano le scampagnate semestrali". La televisione a colori ha trasformato l'avventura in uno spettacolo in pantofole, un'abitudine.

Nessuna ritirata

Solo le rievocazioni suscitano brividi, come per l'epopea del Far West. Più che al comandante dell'Apollo 17, Cernan, la gente pensa ad Armstrong, l'eroe del luglio del '69, oggi professore all'Università di Cincinnati, umile e anonimo personaggio della "middle America". Non rimpiange quasi lo scioglimento dell'equipe di Von Braun, "i ragazzi tedeschi delle V2", ma si incuriosisce alla scalata finanziaria del neo miliardario Shepard, che giocò a golf sulla Luna, o di Lovell, che corse il rischio di morire sull'Apollo 13.
Il grigiore della vigilia è comprensibile, se si tiene presente il momento dell'America. Dice John Galbraith: "Si abbandonano frontiere vecchie; altre, appena conquistate, appaiono illusorie, e ricomincia la ricerca delle nuove". E la revisione più importante tocca forse le esplorazioni dello spazio. Dalla Luna si ritorna alla Terra. Molti valutano ora le imprese degli Apollo sulla base dei benefici concreti che possono apportare: all'entusiasmo dei pionieri è subentrato il calcolo dei sociologi e degli economisti. Pochi ormai pensano alla colonizzazione del satellite, i più mirano all'applicazione delle scoperte fatte nell'industria. La sfida tecnologica non è più tra le stelle, ma "nella gabbia del nostro pianeta". 
La Nasa è la prima a difendere queste convinzioni. La sua agenda per il '73 è una dimostrazione di realismo. Il 30 aprile lancerà lo "Skylab" (laboratorio del cielo) numero uno, l'involucro del razzo Saturno riadattato, e il primo maggio tre astronauti vi si agganceranno con la capsula Csm per restarvi 28 giorni. A distanza di tre mesi, l'esperimento verrà ripetuto due volte, con durata doppia. Dall'orbita terrestre si preparerà la difesa dell'ambiente naturale, e insieme il suo adattamento.
"Tra il '74 e il '75 - dichiara James Fletcher, direttore della Nasa - saranno gli anni della collaborazione con la Russia". Gli Apollo si uniranno alle Soyuz e alle Salyut, con equipaggi misti, dal luglio del '75 in poi. La North American Rockwell sta già costruendo i congegni appositi, e gruppi di scienziati si alternano tra Washington e Mosca. Dal '78 in avanti, la Nasa si dedicherà allo "Shuttle" (la navetta), il supersonico spaziale capace di tornare e trasportare 12 persone. Per il dopo non si fanno previsioni.
Come scrive il New York Times, non si tratta di una ritirata. Il programma Apollo non è stato un tentativo d'evasione, ma una fase necessaria della crescita della tecnologia. Esso ha alimentato ventimila industrie, promosso il "boom" dell'elettronica e dei calcolatori, creato sistemi universalmente validi per la soluzione di tanti problemi. Ha rivoluzionato la navigazione, le comunicazioni e la medicina: ha consentito nuove estrazioni di minerali e cibo dal mare e dalla terra, e lo sfruttamento dell'energia solare.

Si fanno i conti

"La revisione - sottolinea James Fletcher - non è stata imposta solo dal bilancio. Certo, dai quasi 6 miliardi di dollari nel '65, gl'investimenti si sono ora dimezzati. Ma altre ragioni hanno consigliato il passaggio da "l'exploit à la routine", come dicono i francesi: un ordine di precedenza più umano e razionale, per esempio la protesta giovanile e delle minoranze negli anni Sessanta, una comprensibile stanchezza dopo tante prove sfibranti". Il processo è stato doloroso, ma promette frutti.
Paradossalmente, tutto è cominciato con la crisi dell'economia e insieme della "fede tecnologica" nel '69, l'anno della conquista lunare. Nel giro di alcuni mesi, l'industria aerospaziale ha perso il 50 per cento dei dirigenti e delle maestranze. La "fuga dei cervelli" ha invertito rotta, non più dall'Europa agli Stati Uniti, bensì viceversa. Nelle parole di Joshua Ledemberg, Premio Nobel di genetica, "i giovani si sono disamorati della scienza": essi hanno temuto che si asservisse al militarismo.
Per qualche tempo, anche uomini insigni dubitarono del futuro dell'America. Insoddisfatti della azione del governo, rassegnarono le dimissioni amministratori come Paine, Dubridge e Moiniham. Il presidente dell'Accademia delle scienze, Philip Handler, denunciò scompensi settoriali, insufficiente collaborazione tra l'industria e l'università, benevola negligenza verso la rivoluzione chiave, quella energetica. L'ex sottosegretario al commercio Tribus scrisse che per le invenzioni il Paese era quarto nel mondo.
Fortunatamente, la crisi è terminata. E' in ripresa l'economia e la tecnologia ha il posto che si merita, di strumento del progresso umano. Le istanze immediate, quelle dell'ecologia, dell'istruzione, della sanità, della legalità e dell'ordine hanno avuto il sopravvento: "L'America è incline ad autobiasimarsi - commenta Fletcher - Ama ingigantire i propri mali. Ma a ogni sua battuta d'arresto fa ben presto seguito una vertiginosa ascesa. Le sue contraddizioni vanno sempre accolte con cautela".
Questo nuovo clima, più prammatismo e meno idealismo, sembra favorire l'efficienza di Nixon. La mobilitazione delle enormi risorse del Paese, il 59 per cento di tutte quelle del mondo con una popolazione di appena il 6 per cento, non è più affidata al romanticismo, ma all'utilitarismo. Forse anche per questo, il programma Apollo muore in una relativa indifferenza. L'animo americano conosce le ispirazioni dei poeti, ma è assai più vicino alla prosaicità dei "businessmen".
L'ultima missione dell'Apollo costerà circa 500 milioni di dollari, il progetto intero 25 miliardi. Per la guerra nel Vietnam l'America ha pagato almeno cinque volte tanto, ma i più se ne dimenticano. "Riceviamo in eredità più domande che risposte" sostiene la rivista radicale New Republic, e si chiede se questi soldi non si potessero spendere meglio. Vi sono stati senza dubbio sprechi, ma il progetto ha fornito un bagaglio di conoscenze pratiche e teoriche senza pari.
Quello della Luna, comunque, è un abbandono temporaneo. Il fisico Keith Bose lamenta che la situazione sia simile a quella dell'epoca delle "vacche magre" di Eisenhower: "Tre anni fa sognavamo di installare un radiotelescopio e un centro di comunicazione laser sulla Luna, di aprirvi un laboratorio per le alte energie e una base del tipo di quelle dell'Antartico... Oggi non prevediamo neppure di tornarci". Ma Von Braun non condivide tanto pessimismo: anzi, egli è convinto che la Luna "diverrà un'appendice della Terra".

I nati lassù

E spiega, o profetizza: "Per un quarto di secolo, forse a cominciare dagli anni Ottanta, l'astro sarà visitato solo da scienziati. Ma poi si costruiranno rifugi di tipo atomico e gruppi di uomini e donne vi risiederanno per tre o quattro mesi". Egli ricorda a tutti che il professor Andrè Meyer di Houston ha scoperto il modo di bombardare la superficie selenica con l'idrogeno, e farle produrre acqua e ossigeno. "Dopo il 2000 - sogna - vi nasceranno le prime generazioni, che andranno a scuola sulla Terra".
La revisione delle esplorazioni spaziali in corso renderà più facile l'impresa. "Dobbiamo vedere questi momenti come anelli di una stessa catena" commenta John Galbraith. "Quanto apprenderemo nel salto di qualità indispensabile per migliorare la nostra vita ci sarà utile per la conquista degli altri pianeti". Il caso tipico è quello della rivoluzione energetica: dalle cascate d'acqua si sta passando agli atomi e al Sole.
Questa settimana, la prima delegazione di scienziati cinesi ha visitato gli Stati Uniti. Non molto tempo fa, la visita si sarebbe accentrata su Houston e Capo Kennedy: adesso invece, sono stati accompagnati anche a Stamford e a Chicago, dove ci sono gli acceleratori nucleari, e al Massachusetts Institute of Technology. Nelle università i cinesi hanno chiesto quale fosse l'evento più importante dell'anno e hanno avuto come risposta: "L'utilizzazione delle scoperte dello spazio nella società".   (Ennio Caretto)