Visualizzazione post con etichetta 05 (Sulla Luna). Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 05 (Sulla Luna). Mostra tutti i post

2012/12/15

1972/12/15: L'ultimo giorno sulla Luna e la partenza dal satellite naturale della Terra di Cernan e Schmitt sul quotidiano "Il Giorno"

Nella prima pagina (in alto) e a pagina 7 (in basso) del quotidiano "Il Giorno" di venerdì 15 dicembre, la cronaca dell'ultima giornata lunare di Cernan e Schmitt e la loro partenza dal satellite naturale della Terra (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

ADDIO ALLA LUNA

Houston, 14 dicembre. Decollati dalla Luna alle 23,54, Cernan e Schmitt si sono riagganciati in orbita alle 2,04 con il modulo di comando dove li aspettava Evans. E hanno così concluso l'intero programma Apollo che aveva visto gli Stati Uniti in otto anni, dal 1961 al 1969, portarsi da posizioni di decisa inferiorità in astronautica (rispetto ai sovietici), a risultati di enorme valore tecnologico: lo sbarco, appunto, sulla Luna realizzato per la prima volta nel 1969. Nei tre anni successivi gli americani sono tornati altre cinque volte sul satellite della Terra - una volta un incidente ha impedito lo sbarco - portando avanti una serie di esplorazioni scientifiche. Nei programmi originali c'erano altri tre sbarchi, ma questi sono stati tagliati quando sono stati tagliati i fondi alla NASA. Sul piano scientifico, quindi, il programma risulta monco. Anche perché le prime missioni avevano come scopo principale il collaudo dei veicoli e dei sistemi di navigazione. Soltanto le due compiute prima di questa hanno avuto un contenuto scientifico decisamente prevalente. Con Apollo 17, comunque, sembra che un risultato importante sia stato raggiunto: le rocce arancioni trovate durante la seconda passeggiata a un primo esame del geologo Schmitt, sul posto, e dai geologi presenti a Houston che vedevano i campioni attraverso la televisione, quelle rocce, dunque potrebbero avere un altissimo significato. Potrebbero essere la prova di una passata attività vulcanica sulla Luna.

Prima di rientrare nel "Challenger" al termine della terza e ultima passeggiata, Cernan e Schmitt hanno tenuto una breve solenne cerimonia nella quale hanno posto ai piedi della navicella una targa che ricorda il passaggio degli uomini sulla Luna e auspica che lo spirito di pace nel quale essi sono arrivati possa riflettersi sulle vite di tutta l'umanità. Un appello e un augurio è rivolto ai giovani di tutto il mondo perché non lascino cadere la "sfida al futuro" che è stata portata da Apollo. Dopo, i due astronauti sono rientrati nella fredda routine tecnica, di operazioni coordinate fra la navicella della Luna, la navicella di Evans in orbita e il Centro di controllo di Houston, a 400.000 chilometri di distanza. Poi, il decollo, il riaggancio al modulo di comando. Domani, dopo che i tre, riuniti, avranno girato altre 24 ore in orbita lunare per completare lo studio della Luna dall'alto già portato avanti da Evans, partiranno per la Terra.

CERNAN E SCHMITT HANNO LASCIATO IL NOSTRO SATELLITE
 
APOLLO - Addio alla Luna
degli uomini del XX secolo

Si chiude in USA tutto il grandioso programma di esplorazione

Houston, 14 dicembre  Addio Luna. Rientrati a bordo del modulo lunare dopo la loro terza uscita, Cernan e Schmitt sono ripartiti verso l'orbita dove li attende, nel modulo di comando, Ronald Evans, il grande dimenticato di tutti questi giorni. Evans ha continuato a girare da solo, ma probabilmente senza avere il tempo di annoiarsi, dato il gran numero di esperimenti e di rilevamenti scientifici che doveva eseguire o comunque curare.
Si chiude, quindi, non soltanto la missione Apollo 17 ma tutto il programma che in tre anni ha visto sei sbarchi sulla Luna. C'è stata, per questo, una cerimonia di qualche solennità, prima che i due astronauti entrassero nella loro navicella. Cernan e Schmitt hanno salutato e ringraziato tutti coloro che hanno partecipato in qualche modo al programma. In particolare Cernan ha detto: "Il programma Apollo ha lanciato per noi tutti, per il mondo, la sfida del futuro. La porta è ora socchiusa. Ma la migliore promessa di questo futuro sta ora nei giovani, non soltanto gli americani, ma i giovani di tutta la Terra, mentre imparano a vivere e a lavorare insieme".
Infine gli astronauti hanno deposto ai piedi del modulo lunare una targa metallica sulla quale sono disegnati i due emisferi della Terra e i sei punti di sbarco sulla Luna. Una scritta dice: "Qui l'uomo completò la sua esplorazione della Luna nel dicembre 1972 anno di Cristo. Possa lo spirito della pace, in nome del quale qui giungemmo, riflettersi sulla vita di tutti gli uomini". Le firme sono quelle di Cernan, Schmitt, Evans e del presidente Nixon. Finita la celebrazione, Cernan e Schmitt hanno salito la scaletta del modulo lunare, sono entrati, hanno chiuso il portello. Erano le 6,41 di stamattina.
La terza uscita nella zona del Massiccio del Nord non è stata entusiasmante come la seconda dal punto di vista del risultato scientifico. Non sono state più trovate rocce del valore virtuale di quelle arancione trovate ieri nella zona del Massiccio del Sud, soltanto "sassi" di normale valore geologico, normale per la Luna. Quindi il punto culminante della missione resta la seconda uscita, con quelle rocce arancione che forse significano che la Luna ha avuto una attività vulcanica, che da qualche parte usciva in superficie del vapor d'acqua e via dicendo.
In totale, a quanto sembra, Cernan e Schmitt hanno raccolto ben 126 chili di campioni geologici. Un primato, come praticamente primati sono tutte le cose che hanno fatto. Ventidue ore complessive trascorse fuori dal modulo contro le poco più di venti di Apollo 16, quasi 39 chilometri percorsi in totale con l'ausilio della jeep elettrica (27,7), sette ore e 37 minuti di durata di una singola uscita (7,23), circa 17 chilometri all'ora come velocità massima del veicolo (16).
Chiuso il portello, gli astronauti hanno riposato, hanno sistemato il materiale raccolto, hanno ripulito l'interno della cabina dalla polvere lunare, hanno buttato fuori il materiale di cui non hanno più bisogno, hanno controllato gli strumenti e lo stato del veicolo. Alle 23,54 decollo. 


------------------------------------------------------------------------------------


Telegrammi LUNA

Houston, 14 dicembre  Cernan e Schmitt, dopo la terza e ultima passeggiata lunare sono ripartiti dalla Luna e si sono riuniti in orbita con Evans che per tre giorni era rimasto in attesa nel modulo di comando. La passeggiata cominciata alle 23,32 di ieri sera era terminata stamattina alle 6,41. Questa sera tardi, alle 23,54 i due astronauti sono decollati e all'1,58 hanno incontrato il modulo di comando, in orbita. In breve, i momenti salienti, dalla passeggiata al decollo all'aggancio.

Una delusione

Ore 2 - Gli astronauti si avviano al cratere Van Serg, dove si ritiene che si potranno trovare campioni di qualche valore. Il cratere ha un diametro di una trentina di metri. Cernan e Schmitt si avventurano sul pendio. A un certo punto spariscono fino alla vita. Uno dei due impreca perché non riesce a prendere un sasso. Passano i minuti. E' chiaro che il cratere di Van Serg, sul quale si faceva parecchio conto, è una delusione. E' un cratere classico, pieno di meteoriti, non c'è traccia neppure qui di rocce arancione. Però il controllo a terra chiede ai due di rimanere ancora un po' qui, la stazione 9, e di annullare la tappa seguente, l'ultima del programma, alla stazione 10, per rientrare direttamente alla base.

Targa celebrativa

Ore 5 - Cernan e Schmitt sono in viaggio verso il modulo lunare. Ci arrivano verso le 6. Si svolge la cerimonia dei discorsi e dell'inaugurazione della targa celebrativa che ricorda gli sbarchi di questi tre anni dal 1969 al 1972. Alle 6,35, finiti i discorsi, impacchettato il bottino geologico, Cernan e Schmitt si arrampicano in cabina. Alle 6,41 chiudono il portello. Fuori è rimasto l'occhio della telecamera installata sulla jeep.

Verso l'incontro

Ore 15,38 - In alto, in orbita, Evans si sveglia e inizia le manovre preliminari all'appuntamento cui dovrà portare il suo modulo di comando con il modulo lunare di Cernan e Schmitt.

Pronti!

Ore 21,31 -  A questo punto la fase pre-decollo entra nella parte più viva, i preparativi adesso sono di ordine tecnico. Si fanno e si controllano gli ultimi calcoli.

Decollo

Ore 23,54 - Si accende il razzo dello stadio superiore del modulo lunare. La scena è ripresa dalla telecamera della jeep che riesce a seguire la salita per un paio di minuti. Cernan e Schmitt sono in rotta verso l'appuntamento orbitale. Ricevono un messaggio di Nixon.

Aggancio 

Ore 1,58 (15 dicembre) - Dopo quasi due ore di inseguimento in orbita, il modulo lunare con Cernan e Schmitt e il modulo di comando con Evans si incontrano. Alle 2,04 viene realizzato l'aggancio. Cernan e Schmitt devono passare nel modulo di comando con tutto il materiale raccolto. Poi il modulo lunare sarà abbandonato, alle 7,52. 

1972/12/15: L'addio alla Luna di Cernan e Schmitt sul quotidiano "La Stampa"

La partenza di Cernan e Schmitt dalla Valle di Taurus-Littrow sulla prima pagina del quotidiano "La Stampa" di venerdì 15 dicembre 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Ottenuti eccezionali risultati scientifici

L'Apollo ha lasciato la Luna dopo 75 ore di esplorazione

Battuto ogni precedente primato - Cernan e Schmitt hanno percorso, a bordo della Rover, quasi 40 chilometri tra montagne e crateri - Il distacco della scialuppa "Challenger" dalla superficie lunare poco prima di mezzanotte; quindi l'aggancio all'astronave-madre in orbita

Martedì a tarda notte il rientro nell'Oceano Pacifico

(Dal nostro corrispondente)  New York, 14 dicembre. La missione dell'Apollo 17 sulla Luna è finita. Il modulo Challenger è in orbita dopo essersi agganciato alla cabina madre America. Il comandante Gene Cernan e il geologo Harrison Schmitt hanno abbandonato la superficie selenica alle 17,54 e 44 secondi (le 23,54 e 44 secondi in Italia). Con una fiammata possente, che ha abbacinato i teleschermi di tutti gli Stati Uniti, il motore del modulo ha portato i due astronauti ad un'altezza di 17 chilometri in 8 minuti. L'ascesa è stata perfetta, a parte disturbi radiofonici.
Cernan e Schmitt hanno eseguito la pericolosa manovra, il momento più emozionante dell'intera missione, con straordinaria freddezza. "Partiamo" ha gridato il geologo, terminato il conteggio alla rovescia. E subito dopo: "Andiamo, ma siamo al buio", cioè abbiamo perduto i contatti radio col centro spaziale di Houston.
La cabina madre, pilotata da Evans, ha fatto da ponte radiofonico tra Challenger e la Terra. "Dì loro che sono dritti sul bersaglio" ha urlato Houston a Evans, che ha riferito il messaggio. Dopo soli 30 secondi, il modulo era già a 500 metri, e guadagnava velocità.
Al Centro spaziale, tecnici e scienziati hanno brindato, stringendosi la mano. Cernan, Evans e Schmitt erano impegnati in una animata quanto caotica conversazione. L'aggancio in orbita, a 129 chilometri circa d'altezza, tra i due vascelli è avvenuto alle 19,53 (le 1,53 di domattina in Italia). I tre astronauti incominceranno il viaggio di ritorno sabato sera. Ammareranno nel Pacifico martedì notte, ultimi esploratori della Luna.
L'Apollo 17 si è lasciato alle spalle un'impressionante apparecchiatura scientifica, che continuerà a funzionare automaticamente per anni, e la placca commemorativa firmata dal presidente Nixon e dai tre arditi esploratori: "Qui l'uomo ha completato le sue prime esplorazioni della Luna, il dicembre 1972 dopo Cristo. Lo spirito di pace con cui siamo venuti possa riflettersi nella vita dell'intera umanità". Reca con sè, inoltre, forse la più importante scoperta dell'intero programma: la polvere arancione, di origine vulcanica, rivenuta ieri ai piedi del massiccio meridionale della valle Taurus-Littrow. Essa potrebbe smentire due credenze: che la Luna sia sempre stato un corpo morto, e che non abbia mai avuto acqua.
L'"Apollo 17" ritorna anche con una messe di primati. Cernan e Schmitt hanno trascorso più di 75 ore sulla superficie selenica e coperto, con l'automobile "Rover", quasi 40 chilometri: Armstrong e Aldrin, nel luglio del '69, erano usciti dall'"Apollo 11" solo 2 ore e 32 minuti. La seconda escursione, quella di ieri, è stata, nelle parole della Nasa, "la più proficua di tutte", perché si è svolta su un terreno "di straordinaria varietà geologica". E in orbita Evans "ha condotto esperimenti prima mai tentati con onde radar".
Il bilancio della missione è stato tratto dal comandante in una cerimonia di dedica d'una delle pietre trovate "alla gioventù del mondo": "Il programma Apollo ha offerto al mondo una sfida per il futuro" ha detto. "La porta è aperta, ma le promesse dell'avvenire riposano sui giovani di tutte le nazioni, sulla loro capacità di imparare a vivere e a lavorare insieme".
Il programma Apollo è costato 26 miliardi di dollari, l'ultima missione mezzo miliardo. "Forse - ha scritto la Washington Post - questi soldi potevano essere spesi meglio. Ma se pensiamo agli sprechi e alle tristi conseguenze della guerra del Vietnam, dobbiamo ammettere che le ricerche spaziali ci hanno dato uno scopo e un'unità nel momento in cui ne avevamo più bisogno". Oggi, ha aggiunto il giornale, non invertiamo marcia: ci fermiamo solo a riflettere.
L'ultima parte della permanenza degli astronauti sulla Luna è incominciata alle 17,31 di ieri (23,31 in Italia) con l'uscita dal modulo Challenger per la terza escursione. Cernan e Schmitt hanno raggiunto con la Rover il massiccio settentrionale, alto circa 1500 metri, per raccogliere altri campioni di polvere selenica. "Mi sembra di essere un ragazzino che gioca con un mucchio di sabbia" ha gridato gioiosamente il geologo, sporcandosi. Poi, notando macigni di formazione cristallina, che avevano lasciato solchi: "Hanno scavato delle vere trincee, deve essere effetto di un terremoto". La Rover era posteggiata su un ripido pendio, e Cernan ad un certo punto s'è allarmato: "Meglio scendere, non c'è altro".
I due astronauti si sono diretti quindi al cratere Van Serg, nella speranza di trovare altri detriti color arancione. Le loro ricerche sono state inutili.    (Ennio Caretto)

2012/12/14

1972/12/14: 23:54 IT (17:54 HO): ...-3...-2...-1...zero! Si accende il motore superiore del LEM: Cernan e Schmitt lasciano la Valle di Taurus-Littrow. Addio Luna!

Giovedì quattordici dicembre. Sono trascorse 75 ore dal loro arrivo sulla Luna e precisamente nella zona conosciuta nella nomenclatura selenica con il nome di Taurus-Littrow. Dopo tre escursioni della durata complessiva di 22 ore e una raccolta record di 110 chilogrammi di materiale risalente tra i 4,2 e i 4,5 miliardi di anni fa, per Cernan e Schmitt è ora di lasciare il Satellite naturale della Terra.

Alle 23:54 ora italiana, le 17:54 di Houston, sotto gli occhi di tutto il mondo collegato in diretta attraverso gli schermi televisivi, viene acceso l'unico potente motore dello stadio di ascesa del Lem. Lo spettacolare decollo viene filmato e inviato a terra dalla telecamera montata sulla "Rover".

E' l'addio alla Luna di Eugene Cernan e Harrison Schmitt, undicesimo e dodicesimo uomo a calcarne la superficie ma anche degli Stati Uniti d'America che con la missione di Apollo 17 concludono la gloriosa e spettacolare esperienza lunare; vincendo quella sfida lanciata dall'allora presidente John F. Kennedy nel maggio del 1961 nei confronti del programma spaziale sovietico.

Il "liftoff" della parte superiore di "Challenger" dalla superficie lunare

 

Sequenza fotografica televisiva del distacco dello stadio di ascesa del Modulo Lunare "Challenger".

A sette minuti e 18 secondi dall'accensione il motore del Modulo di ascesa viene spento: i due astronauti hanno raggiunto ad un'altezza di circa novanta chilometri la prevista orbita lunare. Per Cernan e Schmitt ora non resta che prepararsi con una serie di brevi accensione dei piccoli motori RCS (Reaction Control System) all'incontro con il Modulo di Comando "America" dove li attende il terzo protagonista dell'ultimo viaggio lunare umano, Ronald Evans.

Alle 02:00 italiane, nel nostro paese è già venerdì 15 dicembre, le otto di sera a Houston, il lungo inseguimento tra i due veicoli spaziali si avvia alla conclusione: ha inizio la fase finale dell'avvicinamento che si conclude con pieno successo dieci minuti dopo con il perfetto aggancio tra "America" e "Challenger". I tre uomini di Apollo 17 sono di nuovo insieme!

Sono trascorse 187 ore, 37 minuti e quindici secondi dallo spettacolare decollo notturno da Cape Kennedy.

La parte superiore di "Challenger" fotografata dal pilota del modulo di Comando Evans durante la fase di avvicinamento (foto AP17-AS17-149-22847).
Il Modulo di Comando "America" prossimo all'aggancio con il Lem "Challenger" (foto AP17-AS17-145-22261, scansione JSC).
Un primo piano del modulo di ascesa di "Challenger". E' visibile nel finestrino in alto sulla destra nella foto il comandante Eugene Cernan (foto AP17-AS17-149-22859).
"America" prossimo all'aggancio con "Challenger": tra poco i tre astronauti saranno di nuovo riuniti (foto AP17-AS17-145-22272, scansione JSC).
In questa raffigurazione artistica della NASA il Modulo di Comando "America" e la parte superiore del Modulo Lunare "Challenger" dopo il perfetto aggancio in orbita lunare.

Dopo il trasferimento di Cernan e Schmitt e di tutto il prezioso materiale raccolto sulla superficie selenica a bordo del modulo di Comando, viene letto dal Capcom di turno al Centro spaziale di Houston Gordon Fullerton una dichiarazione dalla Casa Bianca del presidente Richard Nixon."Quando il Challenger ha lasciato la superficie della Luna, siamo consapevoli non di ciò che abbiamo lasciato alle spalle, ma di ciò che si trova davanti a noi. I sogni che portano avanti l'umanità sembrano sempre redenti, se ci crediamo abbastanza fortemente e li perseguiamo con diligenza e coraggio. Una volta eravamo confusi dalle stelle; Oggi arriviamo fino a loro. Lo facciamo non solo perché è destino dell'uomo sognare l'impossibile, e fare l'impossibile, ma anche perché, nello spazio, come sulla Terra, ci sono nuove risposte e nuove opportunità per il miglioramento e l'allargamento dell'esistenza umana. Questa potrebbe essere l'ultima volta in questo secolo che gli uomini cammineranno sulla Luna, ma l'esplorazione spaziale continuerà, i benefici dell'esplorazione spaziale continueranno e ci saranno nuovi sogni da perseguire, sulla base di ciò che abbiamo imparato. Quindi non fraintendiamo il significato e non perdiamo la maestosità di ciò a cui abbiamo assistito. Pochi eventi hanno mai segnato così chiaramente il passaggio della storia da un'epoca all'altra. Se comprendiamo questo, riguardo all'ultimo volo di Apollo, allora avremo veramente toccato una "cosa molto splendida". A Gene Cernan, Jack Schmitt e Ron Evans, diciamo che Dio vi riporti sani e salvi su questa buona Terra".

Alle 05:51 ora italiana, dopo essere stato riempito di tutte le attrezzature ormai inutili e dai vari rifiuti, anche organici, che erano a bordo del Modulo di Comando, il Lem viene distaccato e fatto precipitare, circa due ore dopo, sulla superficie lunare precisamente ai piedi del Massiccio Sud nella Valle di Taurus-Littrow, lo stesso luogo lasciato poche ore prima da Cernan e Schmitt. L'impatto generato dallo schianto di "Challenger" provoca oltre ad un piccolo cratere un "lunamoto" che viene registrato dai sismografi installati dai precedenti allunaggi Apollo. 

A questo punto della missione il programma prevede ancora due giorni in orbita lunare poi, con l'accensione del potente motore del Modulo di Servizio, quando in Italia sarà domenica 17, potranno riprendere la strada per il ritorno a casa.

1972/12/14: In attesa del decollo dalla Luna le ultime notizie sulla terza e ultima esplorazione di Cernan e Schmitt sul quotidiano "Stampa Sera"

Nell'edizione del 14 dicembre 1972, con uscita pomeridiana, il quotidiano "Stampa Sera" fornisce una sintesi dell'ultima EVA e il prossimo addio alla Luna di Cernan e Schmitt (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Cernan e Schmitt sulla via del ritorno

Stasera decollo, addio Luna

La terza passeggiata è terminata alle sei e mezzo - Ora i due astronauti sono già a bordo del modulo lunare, pronti al decollo verso l'astronave-madre che attende in orbita - Portano 150 chilogrammi di pietre

Houston, 14 dicembre. Stamane alle 6,35 (italiane) gli astronauti Cernan e Schmitt hanno terminato la terza ed ultima escursione lunare, chiudendo dietro di sé per l'ultima volta lo sportello del modulo lunare "Challenger". La notte prossima, tra le 23 e le 24, il veicolo decollerà dal Satellite della Terra. All'incirca due ore dopo si aggancerà all'astronave-madre, "America", che per tutti questi giorni ha ruotato attorno alla Luna, con a bordo il terzo astronauta, Evans, il quale ha occupato il tempo raccogliendo rilievi della superficie selenica.

Usciti dal modulo lunare "Challenger" alle 23,35, i due si sono diretti a bordo del loro veicolo a propulsione elettrica sulle pendici di una montagna alta oltre 2100 metri. In tutto hanno percorso 13 chilometri. Arrivati sulle pendici del monte da esplorare, mentre Cernan cercava un buon parcheggio per il veicolo, il geologo Schmitt ha subito notato qualcosa di interessante. "Ragazzi - ha esclamato - ci sono grossi sassi quassù".

Nel modulo lunare i due esploratori spaziali hanno accumulato pietre la cui formazione risale alle epoche geologiche più svariate della Luna. Ne hanno circa 150 chili.

Una volta tornati ai piedi del "Challenger", i due astronauti hanno affrontato anche la parte più "formale" della loro esplorazione. Dinanzi alla bandiera americana piantata al principio della prima esplorazione, Cernan e Schmitt hanno pronunciato un breve discorso per dedicare un campione lunare, un sasso poco più grande di una mano, a tutta l'umanità e soprattutto ai giovani. (Associated Press - Ansa)

1972/12/14: La cronaca della seconda EVA lunare e l'inizio della terza e ultima su il quotidiano "Il Giorno"

Il resoconto della seconda attività lunare di Cernan e Schmitt e l'inizio della terza a pagina 6 del quotidiano "Il Giorno" di giovedì 14 dicembre 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

APOLLO UN'ALTRA GIORNATA DI PROFICUO LAVORO: FORSE SCOPERTE LE PROVE DELL'ORIGINE VULCANICA DELLA LUNA

Trovate dagli astronauti alcune rocce arrugginite

HOUSTON, 13 dicembre. La missione Apollo 17 ha forse raggiunto uno dei risultati scientifici più importanti dell'intero programma nel corso della seconda "passeggiata" di Cernan e Schmitt, conclusasi stamattina alle 8,02 ora italiana. Lungo la strada verso il Massiccio del Sud, dove milioni di anni fa precipitò una gigantesca frana. Cernan d'improvviso si è accorto che molte rocce erano di un bel colore arancio. E' stata una specie di rivincita nei confronti di Schmitt, il geologo, che ieri aveva monopolizzato l'attenzione grazie alla sua preparazione scientifica che gli consente osservazioni di grande precisione e acutezza. Schmitt, richiamato dal compagno, è andato a vedere, ha prelevato un campione con un trapano elettrico. Eccitatissimo ha cominciato un serrato colloquio con gli altri geologi presenti al Centro di controllo di Houston, in particolare Faruk el-Baz e Robin Brett. Detto in poche parole, esiste la possibilità che il colore delle rocce sia dovuto a ossido di ferro, cioè a ruggine. Ruggine che potrebbe essere stata originata, per esempio, da una "fumarola", un soffione, che buttava vapor d'acqua ricco di ossido di carbonio e di composti ossigenanti di zolfo. Se l'ipotesi dovesse essere confermata, si raggiungerebbe una prova clamorosa dell'origine vulcanica del nostro satellite e quindi si "cancellerebbe" l'altra ipotesi, di una Luna costituita da detriti spaziali freddi e inerti privi di qualunque attività.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Telegrammi LUNA

HOUSTON, 13 dicembre. Conclusa stamattina alle 8,02 la loro seconda passeggiata lunare, Cernan e Schmitt sono tornati a uscire dal "Challenger" alle 23,32 per la terza e ultima esplorazione che li porta verso il Massiccio del Nord, mentre nella precedente avevano esplorato la zona del Massiccio del Sud. Qui di seguito i momenti salienti della seconda uscita e della prima parte della terza.

Seconda uscita

ORE 3,20 - Gli astronauti sono fuori dalle 0,48. Adesso fanno la prima fermata della seconda uscita. Hanno individuato una formazione di rocce color grigio-blu e ne raccolgono campioni. A un certo punto spostano con facilità (sulla Luna la gravità è soltanto un sesto di quella sulla Terra) un grosso masso per prendere un sasso che sporgeva da sotto. Queste sono forse le rocce più antiche finora trovate.

Il ballerino

ORE 3,30 - Cernan casca a terra tre volte di seguito nel tentativo di recuperare il suo martello da geologo e il sacco nel quale si mettono i campioni prelevati. Alla quarta volta evita la caduta con una specie di passo di danza alquanto elegante, con una gamba a terra e l'altra alzata in orizzontale (ma deve anche appoggiare un braccio a terra). Riceve molti complimenti dal controllo di Houston. Anche per tornare sul seggiolino della jeep si produce in un volteggio. 

"Non siamo soli"

ORE 4,45 - Cernan dice rivolto a Schmitt: "Quasi non si ha l'impressione di essere noi due soli, qui. Forse si fatica a misurare le distanza perché è tutto nero e grigio, non ci sono colori. Ma questa bagnarola (la Jeep) è magnifica". E Schmitt di rimando: "Oh, guarda, abbiamo incrociato le tracce di qualcun altro". Cernan (sembra il comico che sgrida la "spalla"): "Ma va, ho fatto una curva larga e abbiamo incrociato le nostre tracce".

L'attimo culminante

ORE 5,20 - E' il momento più importante della passeggiata e forse di tutta la missione. Cernan: "Ehi, guarda, rocce arancione". Schmitt: "Sta fermo, non ti muovere fino a quando arrivo a vedere... Non ti muovere... E' davvero arancione... Come l'ossido nel deserto... Son sicuro che la vedete in TV colore... Credo che siamo cascati su una di quelle cose che bisognerà rivedere, Houston". Sono le rocce che potrebbero dare la prova di una formazione vulcanica della Luna. Alle 5,53 si interrompe il contatto televisivo e Cernan e Schmitt ripartono per la base.

Brutta sorpresa

ORE 8,02 - Gli astronauti rientrano nel modulo lunare. Li attende una sorpresa alquanto noiosa. La pressione dentro la cabina è quasi doppia di quanto dovrebbe essere. Rapidi consulti con il controllo di Houston e alla fine tutto si aggiusta con la chiusura di una delle due valvole che regolano l'afflusso dell'ossigeno. Ne basta una a mantenere la pressione giusta. Soltanto dopo aver sistemato tutto gli astronauti possono andare a riposare.

La terza uscita

ORE 23,32 - Cernan e Schmitt escono per la terza e ultima volta dal modulo lunare. Devono compiere 13 chilometri sulla jeep per esplorare una zona montuosa alta fino a 2100 metri. "E' bellissimo qua fuori oggi, al Taurus-Littrow", ha esclamato Cernan che un momento prima, quando Schmitt, ancora sul modulo, gli passava il sacco per raccogliere i campioni di rocce aveva detto: "Riecco Babbo Natale".

Un'altra frana

ORE 1,20 (14 dicembre) - Percorsi sulla Jeep elettrica tre chilometri e 600 metri, gli astronauti arrivano alla stazione numero 6, ai piedi del Massiccio del Nord. Entra in funzione la telecamera della vettura. E' un vero campo di pietre. Ci sono grossi massi a mezza costa, resti di una frana, come al Massiccio del Sud. Poi un nuovo momento di entusiasmo: è stato trovato un nuovo blocco grigio-blu che agli astronauti pare cristallino. Ne prelevano diversi campioni, staccandoli con il martello. La telecamera fa una panoramica e mostra dei massi grandi due o tre volte gli astronauti. Cernan a Schmitt: "Immagina ad essere qui un momento prima che questo sasso rotolasse in basso...".

2012/12/13

1972/12/13 23:25 IT (17:25 HO): Depressurizzata la cabina di "Challenger" Cernan e Schmitt escono: ha inizio la terza ed ultima EVA

Giovedì 13 dicembre. Svegliati dalle note della canzone "Light my Fire" dei Doors, un famoso complesso rock statunitense, Eugene Cernan e Harrison Schmitt dopo aver sistemato le amache in cui hanno trascorso la loro ultima notte lunare e dormito particolarmente bene, soprattutto il geologo della missione, consumata la colazione e rivestiti delle preziose ed importanti tute che li proteggono dai pericoli dell'ambiente esterno, si preparano alla loro terza ed ultima escursione sulla superficie lunare. Alle 23:25 ora italiana, le 17:25 di Houston, il portello di "Challenger" viene aperto. Discesi i nove scalini che li separano dal suolo i due astronauti riaccendono subito la telecamera posta sul "Rover" che, anche oggi durante la loro attività programmata di sette ore, mostrerà in diretta agli abitanti del pianeta Terra gli straordinari luoghi lunari della valle di Taurus-Littrow.

Saliti a bordo delle "Jeep" elettrica i due si dirigono in salita tra sassi, piccoli crateri e la tanta polvere sollevata dalle quattro ruote della "Rover" verso il Massiccio Nord a circa tre chilometri dal punto di atterraggio del Modulo Lunare "Challenger" e che costituisce il punto di esplorazione denominato "Stazione numero 6".

Qui si trovano diversi grossi massi, rotolati dalle alte montagne Taurus il più grande dei quali è lungo dieci metri e alto sei e ribattezzato da Eugene Cernan "Tracy Rock" in onore della figlia Tracy. Mentre il geologo della missione Schmitt si occupa della raccolta dei campioni, il comandante di Apollo 17 si prodiga nello scattare numerose fotografie della zona, una delle più spettacolari esplorate durante tutte le missioni Apollo sulla superficie lunare.

Un'ultima occhiata dal finestrino di "Challenger" prima di uscire all'esterno. La "Rover" parcheggiata nei pressi del Lem è pronta per l'ultima lunga scorrazzata dei due uomini di Apollo 17 sulla superficie lunare (foto AP17-AS17-140-21353, scansione JSC).
Fotografato da Schmitt, il comandante Eugene Cernan si prepara a mettere in azione la Rover per la terza e ultima escursione nella spettacolare valle di Taurus-Littrow (foto AP17-AS17-140-21368, scansione JSC).
Il comandante dell'ultima missione umana lunare del XX secolo, Eugene Cernan. Sulla sua visiera dorata si riflette il fotografo Harrison Schmitt ed un puntino celeste...la nostra Terra! (foto AP17-AS17-140-21390, scansione JSC).
La Jeep lunare parcheggiata nei pressi della "Stazione 6" (foto AP17-AS17-140-21409, scansione JSC).
Lo scienziato Harrison Schmitt fotografato da Cernan davanti alla grande roccia denominata "Tracy Rock" dal comandante di Apollo 17 (foto AP17-AS17-140-21496, scansione JSC).
Panoramica delle foto AP17-AS17-140-21493, -21495 e -21496 scattate in serie da Cernan che ritraggono Schmitt, la "Tracy Rock" e la Jeep lunare.

Terminata l'esplorazione della "Stazione numero 6", risaliti a bordo della "Rover", Cernan e Schmitt si dirigono alla "Stazione numero 7". Dopo una breve permanenza con una nuova raccolta di campioni lunari, l'undicesimo e il dodicesimo terrestre a calcare il suolo di un altro corpo celeste ripartono verso una zona particolarmente interessante per i selenologi della NASA che guidano da Terra l'esplorazione dei due astronauti, la "Stazione numero 8", le cosiddette "Colline Scolpite". Parcheggiata l'auto i due affrontano la salita senza particolare fatica abituatisi ormai alla leggera gravità lunare. Dopo una sosta di circa un'ora ed aver raccolto alcuni campioni provenienti probabilmente dalla vecchia crosta lunare Cernan e Schmitt ridiscendono il pendio verso la Rover saltando a piedi uniti come i canguri e riprendono la strada verso il Lem.

Un'ultima fermata viene effettuata presso il cratere "Van Serg", la "Stazione numero 9", un sito selezionato dagli scienziati grazie alle fotografie scattate in orbita dalle precedenti missioni con la speranza di trovare tracce di una possibile attività vulcanica passata, simile a quella trovata durante la seconda EVA presso il cratere "Shorty", anche se non ancora confermata. Le analisi effettuate in diretta dal geologo Schmitt non danno però l'esito sperato: sul terreno non viene trovata nessuna traccia di materiale rosso escludendo l'ipotesi di un'origine vulcanica. 

Nonostante le insistite richieste di Schmitt di poter continuare per un'altra ora l'esplorazione della zona, da terra giunge l'ordine da parte del direttore del volo Gerry Griffin di tornare verso "Challenger".

Dalla "Stazione numero 6" è visibile in lontananza ai due astronauti il Modulo Lunare "Challenger" (foto AP17-AS17-139-21203, scansione JSC).
Harrison Schmitt carica i campioni di suolo lunare appena prelevati durante la fermata alla "Stazione numero 7" sulla Rover (foto AP17-AS17-146-22345, scansione JSC).
Prelievo di alcuni campioni del suolo alla "Stazione numero 8", ai piedi delle "Colline Scolpite" (foto AP17-AS17-146-22371, scansione JSC).
Schmitt accanto all'auto lunare durante l'esplorazione alla "Stazione numero 8", le "Colline Scolpite" (foto AP17-AS17-146-22387, scansione JSC).
Mentre Cernan e Schmitt raccolgono campioni di rocce e polvere lunare, la Jeep elettrica viene parcheggiata nell'immensa desolazione della "Stazione numero 9" (foto AP17-AS17-142-21817, scansione JSC).
Il comandante di Apollo 17 accanto al Rover al termine della raccolta dei preziosi campioni lunari nella "Stazione numero 9" (foto AP17-AS17-143-21857, scansione JSC).
Anche l'esplorazione della "Stazione numero 9" si è conclusa: Schmitt con un salto ha raggiunto il sedile della Rover. È giunta l'ora di tornare verso il Modulo Lunare (foto AP17-AS17-134-20453, scansione JSC).
Si ritorna verso quella che è stata la "casa lunare" per Cernan e Schmitt in questi tre giorni di permanenza sul suolo selenico, il Lem "Challenger" (foto AP17-AS17-134-20458, scansione JSC).

Ritornati a bordo della "Rover" ai piedi del Lem, prima di rientrare definitivamente all'interno di "Challenger" si svolge una breve cerimonia per celebrare con la missione Apollo 17 la conclusione del programma lunare americano. Inquadrato dalla telecamera a colori posta sulla "Jeep", il comandante del volo Eugene Cernan scopre una targa in acciaio posta su una delle quattro zampe del Modulo Lunare, quella della scaletta di discesa. Sulla targa sono raffigurati i due emisferi della Terra e della faccia visibile della Luna in cui sono segnati i vari siti dei precedenti cinque atterraggi. Sulla placca si trova anche un messaggio inciso, firmato dai tre astronauti e dal presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Si legge: "Qui l'uomo ha completato la sua prima esplorazione della Luna. Dicembre 1972, Anno Domini. Possa lo spirito di pace in cui siamo giunti, riflettersi sulla vita di tutta l'umanità".

Cernan scopre la targa che rimarrà sulla Luna a memoria dell'ultima missione umana sulla superficie selenica del XX secolo (foto AP17-AS17-134-20482, scansione JSC).
Foto AP17-AS17-134-20488, scansione JSC.
La targa lasciata sulla Luna a ricordo dell'ultima grande impresa umana al di fuori del pianeta Terra nel corso del XX secolo.

Terminata la breve ma intensa cerimonia, mentre Schmitt risale la scaletta ritornando all'interno del Lem, Cernan guida per l'ultima volta la "Rover" portandola ad una distanza da "Challenger" di circa un chilometro e mezzo in modo che al momento della partenza dalla Luna la telecamera guidata da Terra dal tecnico della NASA Ed Fendell possa riprendere il meglio possibile l'intera ascesa della parte superiore del Lem.

Ritornato saltellando ai piedi del Modulo Lunare prima di rientrare a bordo il comandante di Apollo 17 pronuncia queste parole: "Nel momento di lasciare la Luna e Taurus-Littrow ce ne andiamo così come siamo venuti. Dio voglia che si possa ritornare qui in pace e speranza per tutta l'umanità". Poi appoggiato lo stivalone sul primo gradino della scaletta aggiunge: "Ora che ho fatto l'ultimo passo che un uomo per un po' di tempo a venire compirà sulla Luna, voglio ricordare che la sfida affrontata dall'America oggi servirà a forgiare il destino dell'umanità di domani. Buona fortuna all'equipaggio di Apollo 17".

Alle 06:40 ora italiana di venerdì 14 dicembre, le 00:40 di Houston, il portello di "Challenger" viene chiuso. Verrà riaperto per pochi istanti dodici ore dopo affinché i due astronauti si liberino di tutto il materiale non indispensabile: zaini, macchine fotografiche svuotate dai preziosi rullini e vari attrezzi ormai diventati inutili.

Fino a quel momento però per i due astronauti, stanchi ed esausti per le sette ore e quindici minuti trascorsi all'esterno durante la terza EVA, è previsto un lungo periodo di riposo in vista di una delle fasi più emozionanti e delicate di ogni missione lunare, il "liftoff" dalla superficie selenica verso l'orbita dove li attende ormai da tre giorni il terzo protagonista dell'ultimo viaggio lunare umano del XX secolo, Ronald Evans.

Il comandante dell'ultima missione umana sulla Luna, Eugene Cernan, fotografato dal compagno d'esplorazione, Harrison Schmitt, dopo il rientro a bordo del Lem (foto AP17-AS17-145-2224, scansione JSC).
Il dodicesimo uomo a camminare sulla Luna, primo e finora unico scienziato ad esplorare il suolo di un altro corpo celeste, sorride soddisfatto davanti all'obiettivo della macchina fotografica "lunare" Hasselblad (foto AP17-AS17-134-20530, scansione JSC).
Le tute e i caschi riposti all'interno del Modulo Lunare al termine della terza ed ultima escursione nella Valle di Taurus-Littrow (foto AP17-AS17-134-20524, scansione JSC).

1972/12/13: La prima EVA e l'inizio della seconda attività lunare di Cernan e Schmitt nella valle di Taurus-Littrow sul quotidiano "Il Giorno"

Mentre l'undicesimo e il dodicesimo uomo nella storia sono già all'opera sulla superficie lunare nel corso della seconda attività (il quotidiano "Il Giorno" descrive già le prime operazioni svolte durante l'inizio della seconda EVA), i giornali usciti nelle edicole italiane riportano ciò che è avvenuto nel corso della prima EVA nella Valle di Taurus-Littrow.

La cronaca della prima attività lunare dei due astronauti Cernan e Schmitt a pagina 32 del quotidiano "Il Giorno" del 13 dicembre 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

APOLLO - Piena riuscita della prima passeggiata

Davvero un buon lavoro

gli esploratori lunari!

HOUSTON, 12 dicembre. Stancatisi più del previsto dopo la prima passeggiata, Cernan e Schmitt hanno dormito otto ore anziché sette e quindi hanno cominciato in ritardo di un'ora la seconda uscita: mezzanotte e 28 invece delle 23,03, con una prospettiva di altre sette ore di lavoro. La stanchezza, che già aveva colpito in modo inatteso altri astronauti nelle precedenti missioni Apollo, sembra il dato più importante, sul piano personale, che ha contrassegnato questa prima esplorazione. Sul piano scientifico, invece, almeno a sentire le continue esclamazioni di entusiasmo di Schmitt, ci dovrebbe essere stato un bottino eccellente: "E' un paradiso geologico" ha detto Schmitt. Alla televisione, in una serie di splendide immagini, abbiamo visto chiaramente lo scienziato prendere virtualmente il comando delle operazioni, suggerire, indicare (non ordinare perché formalmente il comandante rimane pur sempre Cernan) che cosa si dovesse fare, che cosa si dovesse raccogliere.
Nell'opinione di alcuni scienziati  che seguivano la passeggiata dal Centro di Houston, i frammenti di rocce ignee raccolti dagli astronauti provengono da un filone sotterraneo di lava, Schmitt, dialogando con loro, ha detto che la superficie della zona dove è atterrato il modulo lunare potrebbe essere stata originata da cenere vulcanica, ma ha aggiunto che saranno necessari esami di laboratorio per confermare questa ipotesi. La conferma eventuale significherebbe che la zona è nata da un periodo di vulcanismo, dal calore, dal fuoco. Ora nella seconda passeggiata Cernan e Schmitt si arrampicano sul fianco di una montagna, nella parte orientale della zona Taurus-Littrow per raccogliere altre rocce che dovrebbero essere molto antiche e che potrebbero dare una risposta alle domande sulla storia geologica del primo periodo di vita della Luna.
Stanchezza abbiamo detto. Questa è venuta tanto dall'entusiasmo con cui Cernan e Schmitt hanno affrontato il loro lavoro quanto da certi imprevisti. Intanto c'è stato l'incidente all'automobile. Maneggiando un martello, Cernan ha staccato con un colpo un parafango della vettura che è stato rimesso a posto con del nastro isolante, ma poi si è staccato di nuovo, è andato perduto e ha proposto il problema della sua sostituzione (senza, troppa polvere va a finire addosso agli astronauti). Poi ancora Cernan ha dovuto faticare moltissimo per estrarre dal terreno una "carota" lunga due metri e mezzo, cioè un campione di strati geologici in profondità. Tira tira, non veniva fuori. Si allora aiutato con un arnese a gancio, si è inginocchiato, ha fatto forza con tutto il corpo, mentre il respiro si faceva sempre più affannoso. Così ha consumato molto ossigeno e sembrava che questo dovesse avere come conseguenza una riduzione della durata della passeggiata, ma si è visto alla fine che sono rimasti fuori giusto sette ore. 
La fatica, comunque, non ha fatto per nulla perdere il buonumore ai due uomini che hanno continuato a scambiarsi battute, a cantare canzoncine popolari americane, per esempio "Merry merry month of may", cioè "gioioso mese di maggio" per il che sono stati corretti dal controllo a terra: "Mese di dicembre". E anche alla fine, mentre rientravano nel modulo lunare e Cernan raccomandava a Schmitt di stare attento, di non danneggiare la "carota" che gli aveva fatto fare tanta fatica, il geologo ha risposto con una esclamazione italiana appena storpiata: "Mama mia".  


-------------------------------------------------------------------------------------------


TELEGRAMMI LUNA

HOUSTON, 13 dicembre - Questa è la cronaca della prima parte della seconda passeggiata lunare di Cernan e Schmitt che si protrae sino a questa mattina verso le 8.


Consiglio di guerra

Ore 0,28 - Cernan e Schmitt depressurizzano il modulo lunare preparandosi a uscire. Erano stati svegliati molto prima, alle 20,48 italiane, dalle note wagneriane della "Cavalcata delle Valchirie" trasmesse dal Centro di controllo di Houston. Avevano risposto fischiettando la Marcia funebre di Chopin, un segno di buonumore inalterato, magari venato di scaramanzia. Poi avevano ripiegato le amache e avevano tenuto una specie di consiglio di guerra con Houston. Al Centro di controllo, l'astronauta John Young aveva elaborato un sistema per riparare la jeep lunare rimasta senza un parafango: i particolari erano stati quindi discussi insieme prima di passare all'esecuzione. In sostanza, si tratta di usare delle mappe lunari plastificate per sostituire il parafango la cui assenza consente a grandi quantità di polvere di investire gli astronauti mentre viaggiano sulla jeep.


Il parafango plastificato

Ore 0,33 - Cernan e Schmitt scendono a terra. Comincia a funzionare la telecamera della jeep che dà immagini a colori di eccezionale nitidezza, con il modulo lunare che brilla al sole con un lampeggiare oro-arancio. Quando gli astronauti si girano verso la telecamera, tutto il paesaggio lunare si riflette nella visiera del casco, un effetto che sembrava riservato alle fotografie, ormai un po' di maniera. I due astronauti preparano il materiale necessario per la loro esplorazione e stanno per caricarlo sulla vettura. Ma da Houston ordinano di lasciar stare per il momento e di procedere invece alle sistemazione del parafango di fortuna sulla jeep. Cernan mette sopra la ruota rimasta scoperta un rettangolo di 60 centimetri per 40, fatto come si è detto con mappe plastificate della Luna e lo fissa al telaio della vettura con delle pinzette. Bene o male la polvere verrà evitata.


Tutto è interessante

Ore 1,22 - Mentre Cernan lavora al nuovo parafango, da Houston dicono a Schmitt: "Mentre Gene sistema il parafango, forse tu Jack potresti scattare qualche fotografia dei massicci montuosi a nord e a sud se ti sembra interessante: Alle televisione non si riesce a giudicare bene". E Schmitt: "Ti sembra interessante, ti sembra interessante. Son cose da dirmi?". Scattate le fotografie, Schmitt si dirige a piedi verso la stazione Alsep dove stanno la maggior parte degli strumenti portati da Apollo 17 sulla Luna (strumenti che ricevono l'energia necessaria al loro funzionamento da un piccolo generatore nucleare). Sono un centinaio di metri da percorrere.


La frana più antica

Ore 1,39 - Riunitisi a bordo della jeep, Cernan e Schmitt si dirigono verso la "stazione numero 2", sullo sfondo del Massiccio del Sud che è più o meno a sette chilometri di distanza dal punto di atterraggio. La trasmissione televisiva, come sempre quando la vettura è in marcia, è sospesa. Verrà ripresa al momento della fermata. L'obiettivo di Cernan e Schmitt è una frana ritenuta antichissima, forse il materiale geologico più antico che si possa trovare sulla Luna, quello che potrebbe dare una risposta ai molti interrogativi degli scienziati sulla formazione del sistema solare.


Tre teorie sui bagliori

Ore 2 - Gli astronauti lavorano nella loro seconda passeggiata e a Houston si tirano le prime somme della loro attività nella prima passeggiata. Sono stati raccolti più di 13 chili di campioni di rocce lunari, oltre alla "carota" di due metri e mezzo prelevata non lontano dalla zona di atterraggio e che ha fatto tanto faticare Cernan. Tra i campioni vi sono tre grosse rocce, una delle quali vetrosa. Le altre due sono esemplari di "gabbro" che proverebbero il lento raffreddamento con via libera ai gas caldi. Ancora diverse invece le opinioni degli scienziati sui misteriosi bagliori avvistati sulla superficie lunari dagli astronauti di Apollo 17. Si sta cercando di controllare sulle registrazioni se al momento dei lampeggiamenti fossero in atto movimenti sismici: in questo caso i bagliori sarebbero dovuti all'impatto di meteoriti. Un'altra teoria si riferisce all'eventualità di una Luna ancora attiva e allora i bagliori sarebbero gas provenienti dall'interno del satellite. Una terza teoria, infine, punta su illusioni ottiche prodotte da particelle pesanti di radiazioni cosmiche che colpiscono i globi oculari degli astronauti.

1972/12/13: La prima straordinaria giornata di Cernan e Schmitt sulla Luna sul quotidiano "La Stampa"

Mentre i due astronauti sono già all'opera sulla superficie lunare nel corso della seconda attività, i quotidiani usciti nelle edicole italiane riportano ciò che è avvenuto nel corso della prima EVA nella Valle di Taurus-Littrow.

Il resoconto della prima attività sulla superficie lunare di Cernan e Schmitt a pagina 14 del quotidiano "La Stampa" di mercoledì 13 dicembre 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

La missione degli astronauti di "Apollo 17" prosegue con pieno successo

Cernan e Schmitt con la vettura lunare

hanno viaggiato sette ore fra i crateri

Nella notte, una seconda uscita dalla cabina del Lem per continuare gli esperimenti scientifici - Scavata una buca profonda più di due metri - Unico lieve inconveniente, un guasto al parafango della Rover - Stanchi i due piloti

(Dal nostro corrispondente) New York, 12 dicembre. Tra poco, Eugene Cernan e Harrison Schmitt incominciano la seconda escursione lunare. Alle 18,03, le 24,03 in Italia, scendono dal modulo "Challenger" per dirigersi con la Rover verso la catena di montagne a sud. Hanno dormito profondamente per circa sette ore. Il comandante non ha più i disturbi di stomaco denunciati nell'avvicinamento alla Luna, e il geologo ha superato l'emozione iniziale. Al centro spaziale di Houston, nel Texas, il dottor Griffin, direttore del volo, dichiara che la missione dell'Apollo 17 "sarà quella di maggior successo di tutto il programma". L'intera America, entusiasta delle immagini a colori trasmesse ieri, è davanti ai televisori. Gli sbarchi lunari sono sempre "il più bello spettacolo del mondo", e questo è l'ultimo, forse per due decenni.
La prima giornata del comandante e del geologo sulla Luna è stata piena di emozioni. Il "Challenger" è atterrato "in perfetto orario" e quasi al centro del bersaglio. Ma per il protrarsi dei preparativi di sbarco, il sesto, Cernan ha messo piede sulla superficie con leggero ritardo, alle 19,05, le 1,05 di stamane in Italia. Non c'era la telepresa sul modulo, e per la prima volta non s'è assistito alla scena alla televisione. Tuttavia si sono udite distintamente le sue parole: "Vorrei dedicare il primo passo di Apollo 17 a tutti coloro che lo hanno reso possibile". Subito dopo, lo ha raggiunto Schmitt . "Quanti crateri: sono piccoli, poco profondi, quasi nascosti", ha esclamato il geologo. "Challenger è ai margini di uno di essi, anzi lo tocca con una zampa, è leggermente inclinato". 
I due astronauti hanno scaricato la Rover, su cui è montata la telepresa automatica, e fatto un giro di prova. A terra si sono così accesi i teleschermi, e il paesaggio lunare è apparso in tutto il suo selvaggio splendore. Cernan e Schmitt hanno montato la stazione scientifica, un impressionante insieme di strumenti per la misurazione termica dell'interno della Luna, per il controllo delle variazioni di gravità, per la scoperta di eventuali gas, per l'ascolto delle onde causate dalle esplosioni, e per lo studio delle meteoriti. Cernan ha scavato per un'ora due strette buche per gli scandagli termici. Sudava e ansimava: "Mi fanno male le mani" ha borbottato. "Per fortuna che ogni tanto incontro strati soffici". 
Con l'aiuto del trapano e di Schmitt il comandante è arrivato a circa due metri di profondità . "Basta, va bene" gli hanno detto da Houston. "Vi rimane meno ossigeno del previsto. Non andate fino al cratere Emory, fermatevi all'esterno, più vicino, e raccogliete pietre". L'ordine aveva un motivo preciso: nel caso di un incidente alla Rover, gli astronauti sarebbero riusciti a tornare al modulo a piedi; e nel caso la missione dovesse essere troncata, sarebbero riusciti a ripartire. Schmitt ha fornito per tutto il tempo utili informazioni: "Questi macigni coperti di polvere nera" ha osservato a un certo punto "sono forse vecchi di 100 milioni di anni e di origine vulcanica". Prese le pietre, il comandante, il comandante e il geologo si sono messi sulla via del ritorno, dopo sette ore complessive di lavoro, sostando solo per collocare esplosivi.
La perdita di un parafango della Rover e il consumo di energie dei due uomini ha indotto il dottor Berry, il dottor Griffin e il direttore del programma Apollo, Petrone, a lasciare riposare oggi gli arditi esploratori un'ora in più. Ha scritto il New York Times che Cernan e Schmitt sembravano "due bambini a Natale in un negozio di giocattoli". Le loro pulsazioni cardiache erano salite, e mancava loro aria. Spiega Griffin: "Vogliamo che riparino subito la Rover, con del materiale isolante, e si fermino al massiccio meridionale, una delle formazioni geologicamente più interessanti della Luna, senza correre pericolo". Cernan e Schmitt erano d'accordo, hanno protestato solo per l'eccesso di polvere.
Che s'aspetta la Nasa dall'Apollo 17? Nelle parole di Petrone, "il massimo bottino scientifico della storia". Mentre nelle missioni precedenti s'erano usate strumentazioni analoghe per permettere confronti sperimentali, in questa predominano le novità. La Rover, ad esempio, è dotata di onde radar che permettono di "vedere" sotto la superficie selenica. Col gravimetro, un apparecchio sembra una lavatrice, gli astronauti possono individuare le formazioni rocciose sotto il Challenger, e tracciarne il diagramma. Con gli esplosivi si provocheranno onde sismiche a profondità di un chilometro circa che verranno registrate da un geofono. C'è il "misuratore di meteore" che accerta anche la velocità, la direzione e la forza d'urto dei corpi celesti che colpiscono la Luna. 
La Nasa spera anche che l'Apollo 17 torni il 19 venturo (la partenza dalla Luna è prevista per venerdì, il distacco dall'orbita per sabato) con una messe di primati, dalla pietra più vecchia, 4 miliardi e mezzo di anni, alle fotografie più chiare. Ha dichiarato Petrone che il programma  viene abbandonato "nella fase più redditizia".  (Ennio Caretto)

1972/12/13 00:28 IT (1972/12/12 18:28 HO): Si riapre il portello del Modulo Lunare: prende il via la seconda attività sulla superficie di Cernan e Schmitt

Sono trascorse 137 ore e cinquantacinque minuti dal loro arrivederci alla Terra. In Italia le lancette dell'orologio segnano le 00:28 di mercoledi 13 dicembre, le 18:28 a Houston di martedì 12. Dopo aver depressurizzato la cabina il portello di "Challenger" si apre: è l'inizio della seconda E.V.A. lunare per Eugene Cernan e Harrison Schmitt. I due astronauti hanno dormito un'ora in più rispetto al programma prestabilito: la prima giornata con l'installazione degli strumenti ALSEP, il viaggio sulla Rover e la raccolta dei primi campioni lunari, si è fatta sentire nel pur collaudato fisico di un astronauta. Svegliati al suono della "Cavalcata delle Valchirie", li attende una giornata altrettanto impegnativa con una esplorazione più ampia rispetto a quella del giorno precedente.

La prima cosa da fare, una volta discesa la scaletta di "Challenger", è quella di ovviare alla rottura del parafango della ruota destra della "Jeep" lunare. Alle 00:38 italiane viene accesa la telecamera posizionata sulla Rover e in collegamento con la Terra su suggerimento di John Young, l'astronauta comandante della missione Apollo 16 svolta nell'aprile scorso, vengono fissate quattro mappe lunari plastificate con del nastro adesivo e delle pinzette a quello che è rimasto del parafango originale.

Risolto il problema, i due astronauti saliti a bordo della "Rover" si dirigono ai piedi del "Massiccio Sud", verso il cratere Nansen, denominato la "Stazione numero 2". Qui Cernan e Schmitt rimangono per più di un'ora raccogliendo una buona quantità di rocce e polvere lunare. Dopo un'ulteriore fermata alla "Stazione numero 3", il cratere Lara, distante più di sette chilometri dal luogo dell'allunaggio, la zona più lontana mai toccata da una missione Apollo dal punto dello sbarco, l'undicesimo e il dodicesimo rappresentante del pianeta Terra su un altro mondo, si dirigono, ritornano in direzione del Lem, verso il cratere Shorty, la "Stazione numero 4".

La "Jeep lunare", uno straordinario veicolo che ha permesso una esplorazione più ampia della superficie selenica nelle ultime tre missioni del programma Apollo. Si nota a destra nella foto il "parafango di fortuna" (foto AP17-AS17-135-20542, scansione di Eric Jones).
Il comandante di Apollo 17, Eugene Cernan, alla guida della Rover (foto AP17-AS17-135-20544, scansione JSC).
Nel nero cielo lunare spicca sulla "Stazione numero 2" una brillante falce di Terra (foto AP17-AS17-137-20960, scansione JSC).
Foto AP17-AS17-137-20979, scansione JSC.
Uno scatto fotografico da bordo della Rover durante la traversata verso la "Stazione numero 4". In primo piano la telecamera installata a bordo dell'auto elettrica (foto AP17-AS17-133-20208, scansione JSC).

Questo luogo è considerato dagli scienziati della NASA una delle zone più importanti dell'intera esplorazione dei due uomini di Apollo 17. Lo studio delle foto scattate dall'orbita lunare dalle precedenti missioni, in particolare da Apollo 15 e Apollo 16, sembrano aver evidenziato la possibilità di una manifestazione di un fenomeno vulcanico più o meno recente.

Alle 05:15 ora italiana, raggiunto l'obiettivo, Cernan e Schmitt scendono dalla "Rover". Mentre il comandante dell'ultima missione lunare umana scatta fotografie della zona e dà una ripulita alla "Jeep" dalla fastidiosa e insidiosa polvere selenica, Schmitt si accorge che il terreno sotto i suoi piedi è di colore arancione. "Oh, ehi!", annuncia stupito il geologo. "Qui tutto intorno è arancione!". Raggiunto il compagno anche Cernan si rende conto che il suolo è di un brillante arancione. Forse una prova di una non lontana eruzione vulcanica? I due astronauti iniziano a scattare foto della zona e a prelevare su consiglio degli scienziati a Houston numerosi campioni del terreno rosso, effettuando anche un "carotaggio" del suolo fino ad una profondità di sessanta centimetri.

Arrivati alla "Stazione numero 4", Cernan si appresta a dare una ripulita all'impolverata auto lunare (foto AP17-AS17-133-20248, scansione JSC).
Il terreno color arancione scoperto nei pressi del cratere Shorty da Schmitt e Cernan. Sicuramente una delle scoperte più importanti dell'intero programma lunare Apollo (foto AP17-AS17-137-20985, scansione JSC).
Foto AP17-AS17-137-20990, scansione JSC.
Foto AP17-AS17-137-21011, scansione JSC.

Purtroppo il ritardo accumulato nella riparazione del parafango e alle fermate alle "Stazioni 2 e 3" costringe i due astronauti, su suggerimento dei tecnici a terra, ad abbandonare l'interessantissimo sito per ritornare verso il "Challenger". Il Modulo Lunare non è lontano, circa quattro chilometri, ma nel caso di un improvviso guasto alla "Jeep" durante il rientro, Cernan e Schmitt sarebbero costretti a ritornarci a piedi con un'evidente maggior consumo di ossigeno.

L'ultima tappa della seconda escursione è la fermata alla "Stazione numero 5" nei pressi del cratere "Camelot". Qui i due uomini di Apollo 17 per venti minuti raccolgono nuovi campioni di roccia, polvere e suolo lunare arricchendo lo straordinario bottino di questa seconda attività; risaliti poi a bordo della "Rover" riprendono la strada verso la loro "dimora lunare".

La Rover parcheggiata tra i massi della "Stazione numero 5" (foto AP17-AS17-145-22161, JSC).
Harrison Schmitt a passeggio in cerca di campioni lunari nei pressi del cratere Camelot, la "Stazione numero 5" (foto AP17-AS17-145-22165, scansione JSC).

Cernan e Schmitt alle 07:05 ora italiana, le 01:05 di notte in Texas, sono di nuovo ai piedi del Lem. Alle 07:28 la telecamera viene spenta: si chiude la seconda trasmissione televisiva dalla valle di Taurus-Littrow, una diretta TV che ha tenuto incollati davanti ai teleschermi milioni di americani, ammirati dallo straordinario paesaggio e dalle meravigliose immagini a colori che giungono sino a noi da quasi 400.000 chilometri.

Alle 08:05 il portello di "Challenger" viene chiuso. La seconda esplorazione è durata sette ore e 36 minuti, la più lunga mai effettuata da uomini sulla Luna. Dopo essersi tolte le tute ricoperte sempre più di polvere lunare, consumato la cena e risposto alle numerose domande dei tecnici e soprattutto degli scienziati che seguono minuto per minuto, da una speciale stanza al Centro spaziale di Houston, l'attività sulla superficie dei due astronauti, per Cernan e Schmitt ha inizio un lungo e meritato periodo di riposo. Il giorno successivo li attende con altre sette ore programmate di esplorazione. Sarà questa probabilmente l'ultima, almeno per questo secolo, da parte di un equipaggio umano al corpo celeste più vicino alla Terra.